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 L'era della Radio... di IW9HFF
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di IT9UQI (del 23/02/2010 @ 00:46:56, in News Giornale , linkato 385 volte)

Impianto radiofonico abusivo, denunciato 50enne.

N. A., proprietario di un impianto radiofonico irregolare, secondo gli agenti della polizia postale coordinato dal sostituto commissario Averaldo Piazzolla, utilizzava un ripetitore posizionato sul ponte radio di Poggio Nibbio del quale aveva illecitamente aumentato la potenza. L'uomo è stato individuato in seguito a una denuncia sporta dal rappresentante legale di Radio Subasio.
La polizia postale di Viterbo, che ha collaborato con il Centro controllo radio frequenze, ha ottenuto un decreto di accesso al sito di Poggio Nibbio, tra Ronciglio e Caprarola, in cui si trovava il ponte radio.
Dalle indagini e dagli accertamenti tecnici le forze dell'ordine hanno individuato l'impianto radiofonico abusivo, utilizzato per trasmettere una radio romana della quale N. A. era proprietario.
Gli agenti hanno quindi ottenuto un decerto di custodia cautelare reale patrimoniale con il quale hanno disposto l'oscuramento totale della radio abusiva e la chiusura dell'attività per un valore totale di 800 mila euro.
L’impianto, che interferiva con altre emittenti legali, è stato sequestrato e l’uomo denunciato per violazione del codice delle comunicazioni elettroniche (D. Leg.vo n. 259 del 2003) in relazione al reato di danneggiamento.

 
Di IT9UQI (del 30/12/2009 @ 22:31:16, in News Giornale , linkato 333 volte)

Benevento, litiga con l’amico e lo ferisce con un punteruolo

BENEVENTO (29 dicembre) - Due amici, entrambi radioamatori, hanno ieri sera litigato anche per vicende collegate al loro hobby. E’ accaduto nei presi di un edificio alla via Vitelli al rione Libertà. Uno dei due Mario Passariello 47 anni, agente della polizia di Stato, con il grado di assistente capo , e che presta servizio presso la Questura di Bari, ha ricevuto un colpo (forse con un punteruolo o un coltello) all’addome, per cui è stato condotto all’ospedale Rummo, dove è ora ricoverato con prognosi riservata.

Il feritore è un sessantenne Alessandro Viscosi, pensionato, beneventano, che è stato ascoltato a lungo dagli agenti della Squadra Mobile che stanno conducendo le indagini, e alla fine è stato arrestato con l’imputazione di tentato omicidio, e condotto preso il carcere di contrada Capodimonte.

Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Giovanni Tartaglia Polcini. Secondo una prima ricostruzione è stato proprio Mario Passariello a bordo della sua auto a recarsi presso la casa di Alessandro Viscosi, che è alla via Vitelli. Una volta giunto davanti all’edificio, ha trovato Viscosi con un amico.

Tra Passariello e Viscosi è subito nato un alterco, in particolare Passariello ha chiesto la restituzione di cinquecento euro. Viscosi avrebbe replicato che non aveva mai avuto in prestito il denaro. I due sono passati a vie di fatto, e l’uomo presente, ha cercato anche di separarli, ma all’improvviso Passariello è caduto sul marciapiede urlando: «mi ha colpito».

Subito soccorso è stato condotto all’ospedale «Rummo», dove i sannitari gli hanno riscontrato una ferita all’addome, procurata da un punteruolo o da un coltello. L’agente è ora rimasto ricoverato presso il Rummo. Sul posto sono giunti gli agenti della Volante e della Mobile, e sono iniziate le indagini. Si è cosi appurato che da tempo i rapporti tra Passariello e Viscosi non erano buoni.

Infatti Viscosi sosteneva che Passariello disturbava le conversazioni tra radioamatori. A tarda sera, conclusi gli interrogatori, Viscosi è stato condotto al carcere di contrada Capodimonte, dove nelle prossime ore il suo fermo sarà vagliato dal Gip, presente il suo legale, l’avvocato Franco Leone.

Fonte:

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=85798&sez=CAMPANIA%C2%A0%C2%A0%C2%A0%C2%A0%C2%A0%C2%A0%C2%A0

 
Di IT9UQI (del 29/12/2009 @ 01:08:05, in News Giornale , linkato 466 volte)

Asolo, sequestrata l'antenna del Duomo.

Sconcertato don Giacomo: «Non ci capisco nulla»

ASOLO (Treviso) - C'era­no una volta le radio pirata, che trasmettevano il rock dal­le navi ormeggiate fuori dei confini territoriali della Gran Bretagna. C'erano una volta, appunto. Perché, da qualche anno a questa parte, l'etere è normato in ogni anfratto. E trasmettere su onde non regi­strate è vietato. Peggio: penal­mente perseguibile. Lo ha sco­perto il parroco del duomo di Asolo, romantica cittadina ar­roccata sulle colline trevigia­ne a pochi chilometri da Bas­sano del Grappa. Il quale si è visto gli agenti della polizia giudiziaria piombare in chie­sa, intenti a sequestrargli l'an­tenna e il ripetitore coi quali diffondeva la messa in paese. Colpa delle interferenze: la sua radio usava le frequenze riservate ai piloti per comuni­care con la torre di atterrag­gio. Don Giacomo Lorenzon, denunciato per danneggia­mento di sistemi informatici e telematici, martedì non se ne fa­ceva una ragione: «È una cosa improvvisa, non so neppure io cosa dire». Per raccontare questa sto­ria bisogna fare un salto nel tempo di più di 30 anni.





Il Duomo di Asolo dove fino a pochi giorni fa campeggiava l'antenna radio finita sotto accusa Il Duomo di Asolo dove fino a pochi giorni fa campeggiava l'antenna radio finita sotto accusa

Era il 1976 quando apriva i battenti Radio Asolo, un'emittente lo­cale che ancora oggi trasmet­te, diretta da Lucio Baruffa. Una decina d'anni dopo, si tro­vò un accordo per porre il tra­smettitore e l'antenna in cen­tro al paese. E dove meglio se non sul campanile del Duo­mo, che svetta sotto la rocca della Regina Cornaro? Era il 1986 quando iniziarono le tra­smissioni in centro. Poco do­po la Radio decise di cambia­re sede. Ma quell'antenna ri­mase lì, galeotta. I sacerdoti, negli anni, non ci hanno più fatto caso. Ogni volta che c'era da celebrare una messa o una liturgia, accendevano i microfoni. E tutti, in paese, potevano sentire la parola di Dio. In realtà l'eucarestia vola­va anche più lontano, se è ve­ro che qualche volta s'è udita fino a Castelfranco Veneto, a una ventina di chilometri da Asolo. Nelle ultime decadi molto è cambiato. La radio è stata so­stituita dalla televisione e da internet. Ma soprattutto, a Treviso, è stato aperto un ae­roporto, il Canova, che, com­plici le compagnie low cost, è diventato punto nevralgico di passaggio per centinaia di vo­li. E così alcuni piloti hanno iniziato a lamentarsi. Quando passavano in zona di Asolo, c'erano delle interferenze. Par­ticolarmente tra le otto e le no­ve del mattino, l'orario della messa. Disturbi in cabina. Vo­ci. Parole. Le segnalazioni so­no giunte alla polizia postale di Venezia, che ha inoltrato le carte all'Ispettorato telecomu­nicazioni e assistenza al volo e al Ministero. Gli agenti, a po­co a poco, hanno individuato la sorgente delle onde. La par­rocchia di Santa Maria Assun­ta, appunto. È stata formaliz­zata la notizia di reato, quella prevista dall'articolo 635 bis del codice penale, che puni­sce chi danneggia sistemi in­formatici o telematici con il carcere da sei mesi a tre anni. Il pm Francesca Torri, titolare dell'inchiesta, ha disposto il sequestro delle apparecchiatu­re. E così siamo arrivati a ve­nerdì scorso. Quel giorno, don Giacomo non era neppu­re in canonica. C'era un altro sacerdote, in pensione, che è rimasto basito di fronte alla determinazione degli agenti. «Potevate almeno telefonare prima di sequestrarci tutto», avrebbe detto il religioso. Ma alla legge non si comanda. E sebbene le interferenze non avrebbero mai
pregiudicato seriamente il volo aereo, così sostengono gli addetti ai lavo­ri, quel trasmettitore e quel­l'antenna andavano eliminati. Così finisce la storia. Don Giacomo, parroco ad Asolo da soli due anni, si trova a pa­gare per tutti. Ieri sembrava più dispiaciuto che irritato: «Non mi sono ancora fatto un'idea di cosa sia successo - ha spiegato - sono davve­ro sprovvisto di informazio­ni. Non so cosa dire. È una co­sa improvvisa, meglio non commentare». Non è chiaro adesso cosa succederà al sa­cerdote. Gli inquirenti stanno valutando la sua posizione: ol­tre all'inchiesta penale, ri­schia pure pesanti sanzioni amministrative. Di certo, per queste feste natalizie, ad Aso­lo nessuno potrà più sentire la sua voce comodamente
se­duto in casa. O nella cabina di un aereo.


73 Paolo IT9UQI

 
Di IT9UQI (del 29/12/2009 @ 00:46:51, in News Giornale , linkato 422 volte)

Allen Telescope Array (ATA)





Ad Hat Creek, in California, si sta costruendo uno dei siti più imponenti di radioascolto.
Saranno completati infatti ben 350 antenne, con un diametro di circa 6 metri ciascuna, che avranno lo scopo di studiare fenomeni naturali e non nell'Universo.
Il sito si chiamerà Allen Telescope Array (ATA), dal suo finanziatore Paul Allen, ed utilizzerà il metodo dell'interferometria, grazie al quale i radioastronomi
saranno in grado di simulare un gigantesco radiotelescopio che permetterà di ascoltare ampie regioni dello spazio.
ATA permetterà di studiare fenomeni come il cannibalismo tra buchi-neri o il fenomeno delle galassie scure, cioè prive di stelle.
Uno dei vantaggi principali di questa struttura sarà la possibilità di mappare l'intero cielo in un giorno e ripetere le osservazioni il giorno successivo.
Inoltre questo sito verrà utilizzato per registrare eventuali segnali radio intelligenti di origine extraterrestre. Questo tipo di ricerca ha sempre appassionato
sia i professionisti che gli astrofili.
Il Programma Seti, che se ne occupava, riuscì a proseguire, dopo la cancellazione nel 1993 dal congresso americano, solo grazie ai finanziamenti della Silicon
Valley con il Progetto Phoenix.
Quest'ultimo si è però concluso nel 2004 ed ha esplorato circa 750 stelle, contro i circa 200 miliardi di corpi stimati nell'Universo.
Spetterà proprio ad ATA proseguire il compito. Sarà in grado infatti di ricevere segnali da stelle distanti 500 anni-luce. E chissà, forse saremo in grado
di individuare qualche civiltà intelligente.


73 Paolo IT9UQI

 
Di IT9UQI (del 15/12/2009 @ 18:30:58, in News Giornale , linkato 424 volte)

Martedì 15 dicembre, ore 17.30
Auditorium Biagi, Sala Borsa
Piazza del Nettuno 3, Bologna

presentazione del volume
GUGLIELMO MARCONI - UN NOBEL SENZA FILI
intervengono: Gabriele Falciasecca, Barbara Valotti, Alessandro Zucchini
coordina: Fabio Raffaelli

Il volume è concepito e realizzato in occasione del centenario del Premio Nobel per la Fisica a Guglielmo Marconi, congiuntamente alla mostra "Guglielmo Marconi Premio Nobel 1909-2009" che si è inaugurata giovedì 10 dicembre in Sala d'Ercole di Palazzo d'Accursio, a Bologna.
Il volume propone in versione bilingue i due discorsi ufficiali della cerimonia di premiazione (10 dicembre 1909) nonché la conferenza (Nobel Lecture) tenuta da Marconi il giorno successivo, sempre a Stoccolma. A corredo dei tre documenti, alcune schede aiutano a contestualizzare l'avvenimento. Cinque contributi scientifici approfondiscono il tema della comparsa e del progressivo imporsi del wireless e del suo principale artefice, Guglielmo Marconi. Dodici tavole a colori riproducono alcuni degli strumenti usati da Marconi nei primi anni della sua avventura tecnico-scientifica.
Gli autori dei saggi sono Gabriele Falciasecca, Anna Guagnini, Barbara Valotti, Giancarlo Dalle Donne e Massimo Temporelli.
Il volume è edito da Bononia University Press ed è in vendita presso l'Emporio della Cultura (Piazza Maggiore 1, Bologna).

Pubblicazione a cura del Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario del Premio Nobel a Guglielmo Marconi, promossa da Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Fondazione Marconi, con il contributo scientifico del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, con il patrocinio di Provincia di Bologna, Comune di Sasso Marconi, Università di Bologna, Ufficio Scolastico Regionale Emilia-Romagna, con il contributo di Telecom Italia, Ministero per i Beni Culturali - Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia-Romagna, Fondazione del Monte, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna.

 



Domenica 20 dicembre 2009

ore 11:00 Conferenza:
LA STELLA DI BETLEMME”

Il problema cronologico della nascita di Gesù.

Ipotesi bibliche, storiografiche, archeologiche, astronomiche e astrologiche sulla presunta data di nascita di Gesù.
Attraverso l’esposizione di alcune ipotesi come: 1) L’errore del monaco Dionigi il Piccolo nel determinare l’inizio dell’era cristiana; 2) Erode il Grande; 3) Il censimento di Quirinio; 4) La stella dell’Evangelista Matteo: fu una stella o una cometa?; 5) I Magi; 6) La congiunzione astronomica di Giove e Saturno del 7 a.C.
La conferenza è corredata da centinaia di immagini la cui fonte sono: la biblioteca Vaticana, la biblioteca della Università Pontificia Gregoriana, il Museo Statale di Berlino, il Museo di Londra.
relatore Giancarlo Gengaroli

Domenica 20 dicembre 2009

ore 13:00 Pranzo Sociale di Fine Anno

al prezzo speciale di 25 euro a persona tutto compreso, dall'antipasto, al primo di pasta fatta a mano, ed il secondo tutto alla brace, con contorni, acqua, vino e caffe', amaro e limoncello.
Ristorante Tipico LA SOSTA "DA MAGNASTOPPA" tutto alla brace Via Maschio delle Faete - Rocca di Papa (Campi di Annibale).

Quanta gente ci ha consigliato ristoranti, trattorie, locali, in cui si mangia bene, ci si abbuffa e si paga poco? Tanti, davvero tanti, ognuno ha messo voce in capitolo. Ma quanti avevano ragione? Pochissimi, forse nessuno.
Ebbene signori io sto qua a dirvi: stavolta non si scherza. Si fa sul serio, da Mario 'Magnastoppa' i sogni diventano realtà.
Il tutto si svolge in una villa di campagna situata ai confini di Rocca di Papa (a mezzora da Roma): questo è il ristorante "La sosta", anonimo, in totale assenza di insegne ed indicazioni: soltanto un grande cancello sempre aperto che introduce all'interno della villa, con un delizioso giardinetto sulla destra ed un eloquente spiazzo recintato per i maiali sulla sinistra.
Entrando, verrate accolti nel bel mezzo del salone arredato in stile 800 (memorabile è l'enorme armadio con i vini più pregiati), dove ci sarà posto al massimo per una quarantina di persone (difatti nelle domeniche primaverili ed estive i tavoli vengono allestiti anche sul giardino). Capirete dunque che la prenotazione è d'obbligo, preferibilmente dal giorno prima, giacché è molto probabile che il ristorante rimanga aperto solo per voi. Tranne il lunedì per riposo settimanale.
Una volta seduti, comincerete a conoscere le abitudini del posto. Innanzitutto sarete circondati immediatamente di antipasti a base di prosciutto, salame, lonza e formaggio. Dopodiché, il giro di riscaldamento di primi. A questo punto l'affare s'ingrossa, perché comincerete a conoscere Mario 'Magnastoppa', proprietario, gestore e cuoco (con l'ausilio della famiglia), che vi farà proposte per le successive tornate di primi. Dovete sapere infatti che i piatti vengono preparati sul momento e sono interamente fatti in casa: questo di certo allunga i tempi, ma consente di gustare cibo davvero genuino in devastanti quantità, senza avvertire pesantezza. Credo infatti che il momento più difficile sia proprio dopo i tre o quattro primi a cui si ha diritto; non sono semplici assaggini, ma vere e proprie fiamminghe trabboccanti. Alcuni esempi: lasagne in bianco, lasagne al sugo, fettuccine al tartufo, ravioli ai funghi porcini, stracciatella, polenta, tagliatelle al ragù (ovviamente tutta pasta all'uovo casareccia). Immaginatevi il signor Mario, sulla sessantina (ne dimostra quaranta), tozzo, robusto, che periodicamente esce dalla cucina con un'immensa padellona su un braccio, e con l'altra mano un forchettone con cui serve ogni singolo ospite del ristorante; la capacità dello smisurato tegame è così incredibile che a volte si può anche bissare.
Poi ci pensa lui ogni tanto a sedersi vicino a voi, magari sorseggiando un po' dell'ottimo vino servito, raccontandovi i suoi trucchi, le sue peripezie, i suoi delitti di gioventù, le sue innumerevoli mogli; difficilmente vi dimenticherete del suo potente timbro vocale che non lascia spazio a dialoghi, ma solo a visionari monologhi, dove saprete di molte storie che vi faranno crescere, come quella volta che aprì la faccia con un cazzotto ad un tale perché gli aveva offeso la madre.

Ciò vi darà la possibilità di metabolizzare i primi piatti e di passare ai secondi, che generalmente constano di due portate di carne abbondante e genuina: arrosto misto di pollo e daino, prosciutto di maiale, bistecconi di manzo alla griglia. Il tutto con contorni di insalata mista, cicoria, patate al forno.
Per convincervi della genuinità delle pietanze è sufficiente che vi dica che in questo 'ristorante' si fa tutto alla luce del sole. Se fate i bravi, Mario potrà portarvi nella sua cucina e affettarvi le fettuccine davanti agli occhi. Mentre in sala potrete osservare le carni cuocere nel griglione del caminetto.
Il pasto pantagruelico si chiude con i dolci della casa (molto buono il dolce di pan di spagna alla frutta ed al cioccolato), e con ottimo caffé ed assortiti ammazzacaffé.
La cosa più bella e' che qualsiasi cosa mangiate o beviate, qualunque giorno andiate, per quanto vi tratteniate, spenderete sempre 25 euro a testa.

Infine, come raggiungerlo: la cosa più ardua (ma la fatica sarà evidentemente ricompensata). Prendete l'Appia verso fuori Roma, e poi la via dei Laghi. All'incrocio del ristorante "La Foresta", girate a sinistra per Rocca di Papa e salite in direzione 'Campi d'Annibale'. Arriverete ad una rotonda, prendete la prima strada a destra e poi la prima a sinistra e scendetela. Arriverete ad un bivio, prendete la strada di destra (v. maschio delle faete) e percorretela per 1200 metri, dopodiché girate per la straducola non asfaltata a destra. Troverete sulla destra la carrozzeria "Pucci" e sulla sinistra, la villa. Entrate, percheggiate, accomodatevi e...buon appetito.

Prenotazioni ad Alberto IK0ZCW.
http://www.ik0zcw.it

Frequenze avvicinamento:
Ripetitori
R8 special IR0CF 145.350 -600
RU11 IR0UFH 430.275 + 5.000

IK0ZCW Alberto Devitofrancesco - R8 special IR0CF 145.350 -600
http://www.ik0zcw.it <clicca> http://www.qrz.com/callsign/ik0zcw


http://www.radiomercato.com

 
Di IT9UQI (del 03/10/2009 @ 17:10:48, in News Giornale , linkato 542 volte)

Ecco alcune foto scattate dalla protezione civile subito dopo il disastro












































































 
Di IT9UQI (del 03/10/2009 @ 01:52:58, in News Giornale , linkato 390 volte)

Bertolaso: "Dissesto creato da abusivismo"

Abusivismo. E' questa la parola chiave che sta dietro il disastro nel messinese. A pronunciarla è stato il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, inquadrando da subito l'intera vicenda in una dimensione ben precisa e niente affatto casuale: quella del dissesto idrogeologico provocato dagli abusi edilizi. Una dimensione che, a tempo debito, passata l'emergenza, renderà necessario accertare "di chi sono le responsabilità ". "L'acqua fa il suo corso e se le case sono costruite dove non si dovrebbe", se sono sul greto di un fiume, come alcune di quelle crollate a Scaletta Marea che Bertolaso ha visto oggi nel suo sopralluogo, allora "cosa vogliamo aspettarci? Sono otto anni che denuncio questa situazione". Parole dette "senza polemica", che tradiscono quasi un senso di impotenza di fronte a un fenomeno che sembra non si riesca ad arginare. Oggi sono in molti - politici, associazioni, sindacati - a parlare di territorio ferito o di tragedia annunciata. "Se non smettiamo di costruire male, di intaccare l'equilibrio della natura, prima o poi paghiamo un prezzo - avverte il governatore siciliano Raffaele Lombardo -. Credo che ci sia bisogno - aggiunge - che sindaci, amministratori e cittadini segnalino le disfunzioni e si cominci a intervenire prevenendo i disastri". Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Micciché, ricorda che "già lo scorso inverno, con le forti piogge abbattutesi sulla provincia di Messina, avevamo segnalato la criticità della situazione. Purtroppo ci si rende conto dello stato delle infrastrutture siciliane solo in occasione di tragedie come questa". Giuseppe Buzzanca, sindaco di Messina, torna a due anni fa quando "ci fu un fenomeno molto contenuto, ma la mancanza di fondi - dice - non ha consentito di intervenire". Il primo cittadino della città siciliana tocca così un altro tasto: le risorse. Proprio "la scorsa settimana, dopo i primi danni seri legati ai temporali - fa sapere la Cgil di Messina - i sindaci dei centri colpiti avevano minacciato le dimissioni in massa perché senza risorse per fare fronte ai danni e provvedere alla messa in sicurezza". Il sindacato, tra l'altro, "ha chiesto più volte un piano straordinario per la ricognizione e la messa in sicurezza del territorio. Inascoltato". La Regione, dal canto suo, fa sapere che dal '98 sulla provincia di Messina sono stati spesi per sistemazioni idrauliche e dissesto idrogeologico oltre 200 milioni di euro tra fondi statali ed europei. Soldi a parte, sul banco degli imputati c'é soprattutto la speculazione edilizia, su cui puntano l'indice le associazioni ambientaliste. A partire da Legambiente, secondo cui "paghiamo il prezzo della cementificazione selvaggia" di quel territorio. "Negli ultimi anni il messinese è stato violentato da un'urbanizzazione disordinata e aggressiva - afferma Salvatore Granata, direttore di Legambiente Sicilia - che ha stravolto gli equilibri idrogeologici. Non a caso, molte inchieste della magistratura riguardano speculazioni perpetrate in aree torrentizie". Insomma, "l'assetto idrogeologico della Sicilia è stato sconquassato", come sintetizza Giuseppe Lumia, senatore Pd. "Tutti sapevano - aggiunge l'europarlamentare Rita Borsellino - della situazione di questo territorio: cittadini, istituzioni, Protezione civile. E' una tragedia che ha responsabilità ben precise".

APOCALISSE MALTEMPO MESSINA

 

L’apocalisse nella Sicilia sconosciuta, a due passi dal “Ponte” e da Taormina, la perla del Mediterraneo

Più che città sono presepi viventi, case che si arrampicano su un costone di montagna, che si sostengono l’una con l’altra ed appena la prima scende giù, le altre arrivano subito dopo come nel domino. E quando arriva un temporale, la montagna comincia a muoversi, l’acqua che scende a valle si trasforma in fango e arriva come una fionda, abbattendo tutto.

E’ stato così a Sarno e, in qualche misura, in quel quadrilatero che guarda lo Ionio, fra Catania e Messina, a pochi chilometri dalla perla del Mediterraneo, Taormina. In altre parti del mondo, abituate a tifoni, tornado e fortunali apocalittici, sarebbero state quattro gocce d’acqua, qui in Sicilia, in mezzo al ben di Dio dell’Europa ricca e felice, provocano morte, desolazione e scoramento. Oltre che le solite prediche postume sulla imperizia, l’abusivismo, l’indifferenza, i ritardi. A Molina, Giampilieri ed altri due paesini non si può nemmeno arrivare con gli elicotteri. Le strade sono interrotte, il fango ha inghiottito tutto, manca l’acqua e l’energia elettrica e ai quattordici morti già annunciati, si aggiungeranno i dispersi. Un’apocalisse annunciata, gridano i sopravvissuti mentre liberano dal fango le loro case.

Ho appena ascoltato l’inviato di Sky giunto a Molina, Fulvio Viviano, che fa un resoconto agghiacciante di ciò che ha sotto gli occhi: sette metri di fango sono scesi dalla montagna e non c’è verso di andarci nemmeno con gli elicotteri. Ho sentito Guido Bertolaso, il capo della protezione civile, che spiega le difficoltà dei soccorsi e traccia un quadro, necessariamente approssimativo, delle cause del disastro. No, non è stato il temporale a provocare tutto questo, ma il dissesto idrogeologico, le case costruite in modo scriteriato. Cui bisogna aggiungere le omissioni delle autorità locali. Fra sanatorie e occhi chiusi, la Sicilia è annegata nel cemento.

Lacrime di coccodrillo, vanno ripetendo un po’ tutti. Appena due anni fa è capitata la stessa cosa negli stessi posti. Nessun danno alle persone, ma la colata di fango impressionò tutti. Poi non è accaduto niente. Non sono arrivati i soldi? Ci sono state altre priorità? E’ stato ignorato il pericolo? Perché avrebbero dovuto interessarsi di Molina? I siciliani non conoscono la sua esistenza. Non fa notizia. Come Sarno e tutti quei posti d’inferno che hanno inghiottito la povera gente e un grappolo di furbi convinti di stare facendo un affare mettendo su quattro mura sulla collina che scende a valle. Una ottantina di chilometri e siamo a Messina, la città dello Stretto. Se si vuole visibilità si deve annnunciare il Ponte e non un intervento di quattro soldi per salvare Molina e i paesini vicini. L’abusivismo, certo, come se fosse la conseguenza di un destino infame che si abbatte sulla testa degli innocenti. Non è affatto così. Chi costruisce nel posto sbagliato, ha potuto contare sulla “comprensione” di un sacco di gente. E’ vero, non è il momento di tirare fuori gli intrallazzi, le manfrine, le omissioni, la vigliaccheria, i cattivi amministratori.

E’ il momento di rimboccarsi le maniche, nella speranza che qualcosa cambi. Occorre salvare chi sta sotto la montagna di fango, portare medicine a chi ne ha bisogno, acqua e luce alla gente smarrita. Il governo ha dichiarato lo stato d’emergenza. Una buona cosa, perché la Protezione civile può agire presto e con le risorse che servono. C’è tempo per punire. L’importante è non dimenticare. Almeno questa volta.

 

 

 
Di IT9UQI (del 03/10/2009 @ 01:44:09, in News Giornale , linkato 446 volte)

A Messina piove ed è strage: almeno 18 morti, 35 dispersi, una ottantina di feriti, 400 sfollati sono le cifre, già da brivido, del bollettino ufficiale. Ma tutti sanno che il bilancio del disastro è destinato a crescere man mano che un amico, un parente indica quello che resta di una casa e, come in un rosario, pronuncia i nomi di chi potrebbe essere sepolto sotto le macerie e il fango di una tragedia "se non annunciata, immaginata", ha detto il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, puntando il dito contro "l'incuria e l'abusivismo".

Parole subito raccolte e rilanciate dal Capo dello Stato, oggi in visita a Matera, che ha voluto sottolineare la necessità di destinare investimenti non a "opere faraoniche - ha ammonito Napolitano - ma al territorio". I luoghi della strage si chiamano Giampilieri, Santo Stefano Briga, Scaletta Zanclea, le prime due sono frazioni di Messina, l'altro paese è un paio di chilometri oltre il confine comunale, tutti lungo la costa jonica. Qui ieri sera è scoppiato l'inferno. Ma già due anni fa ci furono le "prove generali" di un disastro che oggi tutti definiscono una "strage annunciata", dal parroco di Giampilieri, Don Giovanni Scimone, al deputato regionale del Pd Filippo Panarello, anche lui nato nella borgata. Dopo mezz'ora di pioggia - cominciata a cadere con forza verso le 17 - era già emergenza. Poi non ha quasi più smesso fino alle 11 di stamattina, quando l'emergenza era da un pezzo diventata tragedia. Lo hanno capito subito gli uomini dei soccorsi, costretti da arrivare sui luoghi del disastro, dall'alto con gli elicotteri e dal mare con le motovedette della capitaneria vista l'impraticabilità delle strade, trasformate in fiumi di fango, da dove affiorava il tetto di qualche automobile. La furia della frana ha trascinato tutto quello che ha incontrato: uomini, case, automezzi. I tetti sono diventati gli unici rifugi, dove donne, uomini, bambini hanno passato anche l'intera notte sotto la pioggia battente, agitando le braccia al primo rumore di qualche elicottero. Gli uomini della Protezione civile, i forestali, i vigili del fuoco giunti da più regioni, hanno scavato senza mezzi meccanici per tutto il giorno, mentre solo in serata si è aperto qualche varco per portare le ruspe dove servivano e dove c'erano da sentire altri racconti e apprendere altre tragedie, dopo una giornata in cui tutti hanno imparato il nome di Agnese Falgetano, 44 anni, postina napoletana che ha trovato la morte a Briga. Lei è rimasta sepolta; suo figlio di 12 anni, Dario, pochi secondi prima era uscito da casa mandato dalla mamma a comprare le candele, ed è vivo. Così come Giuseppe De Luca e suo figlio di quattro anni, sopravvissuti perché non erano in casa, dove si trovavano l'altra figlia e la moglie. E tutti hanno visto Raffaella Maugeri piangere e scavare, perché fino a poco prima dell'alba i suoi due figli di 21 e 23 anni, Leo e Cristian, sepolti dalle macerie, davano segni di vita. Poi è calato il silenzio. A Giampilieri, c'é chi si chiede che fine abbia fatto il piano per la sicurezza, 11 milioni d'investimenti, realizzato dopo la frana del 25 ottobre di due anni fa. Di quei soldi sono stati spesi soltanto 45 mila euro per un terrazzamento. Un cantiere si sarebbe dovuto aprire lunedì prossimo, troppo tardi. Da ciò che resta di Giampilieri, alzando lo sguardo verso la collina, si intravedono le case della piccola borgata di Molino, e ancor più su c'é Altalia. Ma sono luoghi dove si può arrivare solo arrampicandosi, perché le strade non ci sono più. Così come sono interrotti i grandi collegamenti: l'A18 Messina-Catania, riaperta a fatica dopo 24 ore, servirà solo per i soccorsi. la Statale 114 è coperta dal fango, e sotto ci sono ancora le automobili. La ferrovia è interrotta e le Fs usano i traghetti che abitualmente attraversano lo Stretto, per portare passeggeri e vagoni da Messina a Catania e viceversa. Si fa anche questo in mezzo al disastro. "Sapevamo che questa parte della Sicilia ha un grave dissesto idrogeologico - ha detto il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo, giunta in serata a Messina - La Regione aveva delle cifre che non sono state utilizzate o spese bene. Ora si tratta di mettere fine a questo malgoverno". E intanto il procuratore della Repubblica di Messina Guido Lo Forte ha aperto un'inchiesta contro ignoti per disastro colposo. "Bisogna accertare - ha detto il magistrato - le cause anche pregresse per scoprire se è stata violata la legge".

 

 
Di IT9UQI (del 19/09/2009 @ 00:01:55, in News Giornale , linkato 386 volte)

Afghanistan, lunedì lutto nazionale per i sei parà
Dibattito nel mondo politico sul dopo attentato

I funerali solenni per i sei militari italiani uccisi nell'attentato di ieri in Afghanistan si terranno lunedì, giornata per la quale è stato proclamato il lutto nazionale con un minuto di silenzio nelle scuole e negli uffici pubblici. E' quanto deciso dal Consiglio dei ministri.

 

E' attualmente previsto per domenica mattina il rientro in Italia, all'aeroporto di Ciampino, delle salme dei parà uccisi ieri. Lo si apprende da fonti militari. All'aeroporto di Kabul è in fase di allestimento una camera ardente, dove i colleghi dei sei militari li saluteranno per l'ultima volta. Le bare verranno poi sistemate su un C-130 dell'Aeronautica militare e trasportate in Italia.

 

A Roma verranno eseguite le autopsie, su disposizione della procura della capitale che ha aperto un fascicolo sulla strage. Intanto, sono stabili le condizioni di salute dei quattro militari italiani rimasti feriti. Ricoverati nell'ospedale militare da campo francese, saranno trasferiti nei prossimi giorni in Italia, anche se non è ancora certo quando.

 

Pur non essendo gravi, infatti, alcuni hanno riportato dei traumi acustici che ne sconsigliano l'immediato trasporto a bordo di aerei militari. I quattro sono il primo maresciallo dell'Aeronautica Felice Calandriello, 58 anni, di Sassano (Salerno), che ha riportato un forte stato di choc, e tre primi caporalmaggiori della Folgore: Rocco Leo, 26 anni, originario di Francavilla Fontana (Brindisi) ed effettivo al 186/o reggimento paracadutisti, che ha riportato un forte stato di choc; Sergio Agostinelli, 32 anni, originario della Svizzera ed in servizio al 186/o reggimento, al quale sono stati diagnosticati un trauma da scoppio all'orecchio destro e contusioni varie; Ferdinando Buono, 30 anni, di Napoli, in servizio al 187/o, che ha avuto una lieve ferita alla mano sinistra ed un trauma da scoppio all'orecchio sinistro.

 

Intanto nel mondo politico continuano a susseguirsi ipotesi su come gestire il dopo attentato.

 

NAPOLITANO, NULLA DA RIVEDERE NELLA MISSIONE "Non credo ci sia nulla da rivedere nella missione italiana in Afghanistan". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, parlando con i giornalisti a Tokyo. Il capo dello Stato ha fatto riferimento alla posizione assunta dal responsabile esteri del Pd Piero Fassino, aggiungendo che "non trapela nessuna divisione da quella parte". Alla domanda sulle posizioni della Lega e nella maggioranza, Napolitano ha risposto: "Questo chiedetelo al presidente del Consiglio".

 

BERLUSCONI, METTERE A PUNTO TRANSITION STRATEGY "Noi avevamo già un progetto, sempre condiviso con gli alleati, di riportare a casa i soldati che avevamo mandato in occasione del periodo elettorale: e poi bisognerà mettere a punto una transition strategy per caricare di maggior responsabilità il nuovo governo". Così il premier Silvio Berlusconi nel corso di una visita al sacrario dell'Esercito a Roma, è tornato a parlare della missione italiana in Afghanistan.

 

LA RUSSA, EXIT STRATEGY? VANTAGGIO TERRORISMO "Ipotizzare in queste ore exit strategy dall'Afghanistan sull'onda dell'emotività può essere inteso da alcuni come debolezza e vantaggio del terrorismo e può portare ad un'accresciuta violenza contro i nostri soldati". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa a Palazzo Chigi. "Sarebbe un errore anche solo discutere di un rientro" dei militari italiani dall'Afghanistan "in una data certa".

 

FRATTINI: ENTRO NATALE RIENTRERANNO CINQUECENTO SOLDATI ITALIANI Entro Natale saranno ritirati "certamente" dall'Afghanistan 500 uomini, ovvero il gruppo di militari che era stato recentemente inviato per rafforzare il contingente italiano in vista delle elezioni presidenziali di fine agosto. Lo ha precisato oggi il ministro degli Esteri Franco Frattini intervenendo alla trasmissione Mattino 5 su Canale 5.

 
Di IT9UQI (del 18/09/2009 @ 23:56:02, in News Giornale , linkato 379 volte)

Morire per Kabul, il buonsenso del generale e le furbate degli statisti italiani

 
 

Saremo un popolo di santi e navigatori, ma di statisti nemmeno l’ombra. Riflettete sulle reazioni alla strage di italiani in Afghanistan. Le reazioni dei pezzi grossi, non degli uomini della strada. Se fosse stato chiesto a loro, gli uomini comuni, un parere, avrebbero mostrato più buonsenso.

La sinistra radicale, che non ha posto in parlamento, è andata in piazza per chiedere il ritorno delle truppe, né più né meno. 

 

Che ci stiamo a fare da quelle parti, sostengono, siamo un esercito invasore, noi siamo per la pace e così via. Opinioni affatto nuove, immodificabili, perché fanno parte del bagaglio culturale ed ideologico di questa parte politica del Paese. Ogni evento sta dentro la visione della società, della vita e dello Stato che l’ideologia pretende. Ogni volta si tratta di un’operazione di sistemazione dell'evento nella casella giusta, facile e immarcescibile.

 

L’opposizione che sta in Parlamento propone dei distinguo di non facile comprensione. I democratici ritengono che non si possa andare via e darla vinta ai terroristi, altrimenti ce li troviamo a casa, ma non si può fare finta di niente. Dobbiamo cambiare strategia, creare le condizioni perché ci sia una svolta.

Quale svolta? Militare o politica?

Ancora non è chiaro.

L'altra opposizione parlamentare, l’Italia dei Valori,  punta sul ritorno a casa e sulle difficoltà dei militari italiani. Vuole saper per chi e che cosa combattiamo. Se non l'ha capito finora, non lo capirà mai.

Difficoltà difficilmente superabili.

Il governo?

Il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, il primo a dire la sua, ha affermato chiaro e tondo che gli italiani rimarranno dove sono perché hanno una missione da compiere. nient'altro. Forse sarebbe stato necessario aggiungere qualcosa in più sulle modalità della permanenza.

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fatto sapere che torneranno a casa presto 500 soldati. Il Ministro Bossi ha detto che la missione internazionale in Afghanistan è un fallimento, ed è bene richiamare i nostri reparti in Italia, velocemente. Il Ministro degli Esteri, Frattini, ha illustrato più o meno gli stessi argomenti Presidente del Consiglio, rassicurando gli italiani sul ritorno a casa dei cinquecento militari.

Siccome i cinquecento soldati richiamati in patria sarebbero dovuti tornare comunque, perché erano stati mandati in Afghanistan per rafforzare i presidi di sicurezza nel periodo elettorale, l’annuncio del Presidente del Consiglio e del Ministro degli Esteri è solo una furbata all’italiana.

IL governo non affronta per niente la questione centrale, se sia possibile cambiare strategia, militare o politica, o tutte e due le cose insieme.

Bossi parla da capo di un partito che fa del cortile di casa il centro del mondo, tutto il restio non esiste. La Padania e basta. Che c’entrano i padani con gli afghani, i talebani, i terroristi.

Si scannino pure fra loro.

Il fatto è, come sanno gli spagnoli e gli americani, che i terroristi non si scannano solo tra loro, ammesso che questa considerazione sia sostenibile. Vanno in trasferta ad ammazzare gente, e consegnare loro l'Afghanistan, - uno stato, una nazione ed un popolo - significa mettersi dentro (anche nel cortile di casa) una bomba ad orologeria, farne una grande “pista” di lancio delle azioni terroristiche in tutte le parti del mondo.

La posizione del governo è controversa? Indubitabile.

La Russa è netto, si resta e basta; Bossi, altrettanto netto, si torna a casa. E in mezzo Berlusconi, che mira ad accontentare gli italiani preoccupati, spacciando il ritorn dei cinquecento soldati, come un passo verso il ritorno a casa di tutto il contingente.

La furbata, insomma.

Per sentire qualcosa di sensato, dunque, bisogna uscire dal seminato, o meglio, dalle istituzioni. Abbiamo ascoltato il Generale Mino, in radio. Ha sostenuto cose semplici: gli occidentali spendono un sacco di soldi per combattere - fucili, bombe, aerei - ma  concedono briciole alla ricostruzione del Paese, distrutto da decenni di guerra. C’è gente che muore di fame, che non ha l’acqua per lavarsi, né l’energia elettrica, né le strade e le fognature. E chi per sopravvivere coltiva le piante che servono a produrre le droghe. Un business enorme.

Gloi afghani hanno redditi miserabili,  ogni tanto sulla loro testa piovono bombe dal cielo, bombe che ammazzano quattro talebani ed un intero villaggio di uomini, donne e bambini che nulla hanno a che fare con la guerra.

Ricostruire il Paese, suggerisce il generale Mino: non solo infrastrutture, ma istituzioni, valori. Democrazia e parità di diritti, chiamando personalità afghane finora rimaste fuori dal potere, a rappresentare le istituzioni e a farle funzionare.

Mino ha le idee chiare, a differenza dei nostri statisti.

Vale la pena di morire per Kabul, a patto che Kabul sia civiltà, pace. E serva agli afgani,oltre che al resto del mondo.

 
Di IT9UQI (del 09/09/2009 @ 00:19:20, in News Giornale , linkato 405 volte)

MONTECARLO. E' morto Mike Bongiorno. Il celebre conduttore si è spento nella sua residenza di Montecarlo all'età di 85 anni, colto da un infarto. 

 

Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, questo il suo nome per esteso, era nato a New York il 26 maggio 1924. Insieme a Pippo Baudo, Corrado, Enzo Tortora e Raimondo Vianello è stato tra i più noti volti della televisione italiana fin dalla sua nascita.

Italoamericano, figlio di madre torinese. Il nonno paterno, Michelangelo Bongiorno, era emigrato da Campofelice di Fitalia a quel tempo frazione di Mezzojuso in Sicilia, dove aveva una bottega. Tornò, ancora piccolo, con la madre a Torino, dove frequentò il liceo classico.

Durante la seconda guerra mondiale, abbandonò gli studi e, grazie alla sua conoscenza dell'inglese, fu impiegato come staffetta per le comunicazioni tra Alleati e gruppi partigiani. Fu catturato dalla Gestapo e messo al muro per essere fucilato, ma si salvò perché fu perquisito e gli agenti tedeschi gli trovarono i documenti americani. Allora essi lo portarono nel carcere di San Vittore a Milano, dove fu detenuto per 7 mesi, per poi venire deportato dapprima nel campo di transito di Bolzano (dove fu testimone delle atrocità commesse da Michael Seifert, alias "Misha"), poi nel campo di concentramento austriaco di Mauthausen. Fu liberato prima della fine del conflitto grazie ad uno scambio di prigionieri di guerra tra Stati Uniti e Germania.

Tornò a New York, e dal 1946 lavorò presso la sede radiofonica del quotidiano Il progresso italo-americano. Con Corrado era il presentatore più popolare in Italia, ove, nel 1953, si trasferì per contribuire alla nascita della televisione. E, seppure Corrado apparve prima nelle trasmissioni sperimentali tv, dalla Triennale di Milano, fu Bongiorno a presentare la prima trasmissione in onda dalla tv di Stato italiana (Rai), cioè Arrivi e partenze.

Nel 1955/56 presentò alla radio il programma a quiz Il motivo in maschera, con l'orchestra diretta da Lelio Luttazzi. Sulla stessa falsariga, tra il 1967 e il 1970, Mike Bongiorno condurrà la trasmissione radiofonica pre-serale Ferma la musica!, con il complesso diretto inizialmente da Gorni Kramer e poi da Sauro Sili.

Nel 1955 Bongiorno recitò nel film Il prezzo della gloria e in alcuni fotoromanzi, e subito dopo lanciò il primo quiz della televisione italiana, Lascia o raddoppia? (versione italiana del quiz americano The 64.000 $ Question), contribuendo a far entrare il nuovo mass media nella cultura popolare di una nazione che, all'indomani della seconda guerra mondiale, stava subendo forti e radicali cambiamenti.

Nel 1960 intraprende la conduzione del programma di successo Campanile sera, prosegue la sua carriera nel 1963 con la seguitissima trasmissione La fiera dei sogni e nel 1966 con Giochi in famiglia. A partire dal 1963, ha condotto ben undici edizioni del Festival di Sanremo, l'ultima nel 1997 con Valeria Marini e Piero Chiambretti. Atri quiz di grande successo dell'epoca Rai furono invece Rischiatutto, del 1970 e Scommettiamo?, del 1976.

Fu uno dei primi grandi conduttori a lavorare con le televisioni private e contribuì, con l'allora imprenditore Silvio Berlusconi, alla nascita della televisione commerciale (da sempre monopolio statale). Già nel 1979 condusse, su Telemilano (quella che poi sarebbe divenuta Canale 5), prima Milaninter club (una rassegna sportiva in onda dal 1978 al 1979), poi la trasmissione I sogni nel cassetto. L'ultima trasmissione in Rai fu Flash (1980/1982), dopodiché passò definitivamente al nuovo gruppo Mediaset per condurre trasmissioni che gli furono particolarmente congeniali: i telequiz Bis (1981) Superflash (1982), Pentathlon (1985), Telemike (1987), Tutti x uno (1992).
 
Dal 1989 al 2003 ha condotto La ruota della fortuna. In questa conduzione è stato affiancato da diverse vallette: la prima fu Ylenia Carrisi (figlia di Al Bano e Romina Power), Paola Barale, Antonella Elia, Claudia Grego, Miriana Trevisan e Nancy Comelli.

Nel 1993-1994 conduce Festival italiano su Canale 5 (sulla falsariga del Festival di Sanremo) con Paola Barale (prima edizione) e Antonella Elia (seconda edizione). Dal 1990 ha condotto Bravo Bravissimo e dal 1994 Viva Napoli, in entrambe le trasmissioni veniva spesso affiancato dalle vallette de La ruota della fortuna.

Nell'estate del 1999 e del 2000 ha condotto Momenti di gloria, insieme ad Ellen Hidding, trasmissione in cui cantanti non professionisti potevano incarnare il proprio cantante preferito. Nel 2000 ha condotto su Canale 5, insieme ad Antonella Elia, Qua la zampa, trasmissione dedicata a cani, gatti e altri animali domestici. Nell'estate del 2001 ha condotto Paperissima Sprint, al posto di Striscia la notizia, affiancato dal Gabibbo e di Antonella Mosetti. Nelle ultime stagioni televisive Bongiorno si è dedicato alla conduzione di due quiz su Retequattro: Genius, un format televisivo dedicato ai ragazzi, e Il migliore.

 

Mike Bongiorno ha avuto tre mogli: Rosalia Maresca, cantante lirica italo-americana cara ai Kennedy, sposata a New York nel 1948. Il matrimonio è stato annullato nel 1952 perché lei non voleva figli. Annarita Torsello, detta "la contestatrice", giornalista, sposata a Parigi nel 1968. La separazione è avvenuta, burrascosamente, nel 1970. L'attuale moglie Daniela Zuccoli (Milano, 13 maggio 1950), ex stilista (aveva fondato la maison Daniela Bongiorno), attualmente produttrice televisiva, sposata a Londra il 23 marzo 1972. Da questo matrimonio sono nati i tre figli: Michele Pietro Filippo, (21 agosto 1972), regista di documentari; Nicolò  4 aprile 1976), Leonardo (Milano, 5 settembre 1989). L'intera famiglia Bongiorno - ad eccezione del giovanissimo Leo, comunque apparso come conduttore in Bravo Bravissimo Club, scritto dai fratelli - lavora nella casa di produzione Bongiorno Productions, fondata da Mike e Daniela e diretta da quest'ultima.

 

Addolorato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che assieme a Mike Buongiorno aveva creato il suo impero televisivo negli anni ’80, dopo il passaggio dalla Rai alla Fininvest del conduttore italo-americano. “Scompare un grande amico un protagonista della storia della televisione italiana. – ha detto il premier – Mi dispiace molto, perché lui aveva un grande sogno: quello di diventare senatore della Repubblica”.

 

“Mike Bongiorno è stato il punto di riferimento della mia vita professionale”. Pippo Baudo, altra grande icona della tv italiana e storico “rivale” del defunto conduttore, interpellato da Rcd, ricorda con affetto il decano dei presentatori, scomparso la scorsa notte nella sua casa di Montecarlo. “Quando lo guardavo condurre ‘Lascia o raddoppia’ rappresentava proprio il mio mito, l’uomo col quale un giorno fortunatamente mi sarei incontrato e con il quale ho avuto anche un ottimo rapporto di amicizia”. “Per quanto riguarda la televisione - aggiunge Baudo - ha rappresentato un punto fermo, una figura attraverso la quale la tv è diventata un patrimonio comune. La gente si riversava nei cinema e nei bar a vedere le sue trasmissioni, perché lui ha creato il mito dei personaggi. Era una persona attaccatissima al lavoro e un uomo buono”. “Non ho mai sentito da parte sua una cattiveria”, ha concluso Baudo

 

È stato testimonial di alcune campagne pubblicitarie tra cui L'olio Cuore (insieme al figlio Leonardo) e Wind Infostrada insieme a Fiorello.

Ha conseguito il titolo di dottore presso l'università Iulm di Milano nell'agosto del 2007.

Nel settembre 2007 è tornato in Rai per la conduzione della 68° edizione di Miss Italia su Rai Uno insieme a Loretta Goggi.

Il 20 marzo 2009, tramite un comunicato in risposta alle critiche che vedevano la sua partecipazione ad una promozione del nuovo show di Fiorello su Sky come un tradimento nei confronti di Mediaset, aveva reso noto di non aver avuto rinnovato il contratto dall'azienda di Cologno a fine 2008, e di essere perciò libero di poter lavorare con chiunque. Tra le opportunità per Mike nel dopo-Mediaset ci sarebbe una partecipazione al Fiorello Show su Sky. Il 26 marzo veniva comunicato che Mike Bongiorno ha firmato un contratto con Sky, grazie al quale condurrà sul canale 109 Sky Uno 12 puntate del famoso quiz Rischiatutto.

Bongiorno era noto per i suoi numerosi strafalcioni. Giocando su questa propensione, Mike ha fatto delle gaffe una delle sue più riconoscibili caratteristiche di scena. Se agli inizi la diretta televisiva (Rai) impediva di evitare imprecisioni, con le registrazioni delle tv commerciali non vi sono dubbi circa l'uso mirato di questo modo di far spettacolo.

Moltissimi imitatori hanno reinterpretato la personalità di Mike Bongiorno. Una delle imitazioni più celebri è quella che ne fece Alighiero Noschese, il quale trasformò il saluto "Allegria!" in uno iettatorio "Allergia!".

Uno dei suoi più grandi imitatori era Gigi Sabani che lo imitava anche nella canzone "La fine del mondo" cantata al Festival di Sanremo 1989. La caratteristica più memorabile del Mike Bongiorno di Sabani era il cosiddetto "succhio".

In tempi più recenti lo showman Fiorello ha imitato Mike nel corso della trasmissione radiofonica Viva Radio2 ed il 25 aprile 2009 Mike è stato ospite di fiorello nel suo nuovo programma "Fiorello Show" su Sky.

 

 

 

 
Di IT9UQI (del 09/09/2009 @ 00:15:01, in News Giornale , linkato 539 volte)

Addio Mike Bongiorno. Il presentatore si è spento a 85 anni

 

E' morto Mike Bongiorno. La notizia si è appresa da una fonte a Montecarlo, dove il decano dei presentatori tv è scomparso la notte scorsa. Secondo quanto si è appreso, Bongiorno sarebbe stato colto da un infarto nella sua casa del principato. 

 

"Mi dispiace molto, era un amico; scompare grande protagonista della storia della tv italiana". E' il commento a caldo di Silvio Berlusconi.

 

Berlusconi, visibilmente provato dalla notizia della morte di Mike Bongiorno, giunta mentre stava facendo il giro degli stand alla Fiera del tessile di Milano, ha sottolineato la sua amicizia con il presentatore televisivo. Alla domanda se in quest'ultimo periodo, dopo il passaggio a Sky di Mike Bongiorno, vi siano state controversie, Berlusconi ha replicato: "No. Con me personalmente mai. C'é stato un misunderstanding con alcuni uomini di Mediaset". Berlusconi ha quindi aggiunto: "Mi spiace molto, anche perché aveva un grande sogno, che era quello di diventare senatore della Repubblica. Io mi ero attivato a questo proposito".

 

 

La prima reazione di Silvio Berlusconi alla scomparsa di Mike Bongiorno è di incredulità: "Mamma mia, ma è proprio vero?", chiedeva il Cavaliere poco prima di avere conferma della scomparsa del conduttore tv. "L'ho sentito una settimana fa al telefono - ha sottolineato - e gli avevo detto che negli spot l'avevo visto in forma spettacolare. Mamma mia, non mi capacito..." "Era in gran forma", ha ribadito Berlusconi. "Una morte così si spiega solo con un ictus o un infarto. Mi spiace tantissimo...". 

 

 

Nato a New York il 26 maggio 1924, insieme a Pippo Baudo, Corrado, Enzo Tortora e Raimondo Vianello, è stato tra i più noti volti della televisione italiana fin dalla sua nascita. Fu lui a importare dagli Stati Uniti il quiz televisivo e a dar vita, più tardi, a format innovativi e a uno stile di conduzione rivoluzionario.

 

 

Italoamericano, figlio di madre torinese, e da Michelangelo Bongiorno,  emigrato da Campofelice di Fitalia a quel tempo frazione di Mezzojuso in Sicilia, dove aveva una bottega. Durante la seconda guerra mondiale abbandonò gli studi e, grazie alla sua conoscenza dell'inglese, fu impiegato come staffetta per le comunicazioni tra Alleati e gruppi partigiani. Catturato dalla Gestapo e messo al muro per essere fucilato, si salvò perché gli agenti tedeschi gli trovarono i documenti americani. Quindi venne trasferito nel carcere di San Vittore a Milano dove vi rimase per 7 mesi per poi venire deportato dapprima nel campo di transito di Bolzano, poi nel campo di concentramento austriaco di Mauthausen. Fu liberato prima della fine del conflitto grazie ad uno scambio di prigionieri di guerra tra Stati Uniti e Germania.

 

 

Tornato a New York, dal 1946 lavorò presso la sede radiofonica del quotidiano 'Il progresso italo-americano'. Ma 7 anni più tardi, nel 1953 si trasferì definitivamente in Italia per contribuire alla nascita della televisione.

 
 
 
Di IT9UQI (del 01/07/2009 @ 16:08:24, in News Giornale , linkato 401 volte)
STAZIONE DI VIAREGGIO: DERAGLIA UN TRENO CONTENENTE GPL,
TRAGEDIA NELLA NOTTE. OLTRE 13 MORTI
 

Un treno merci deraglia e causa un'esplosione nei pressi della stazione di Viareggio. Il bilancio è tragico: 13 morti e una cinquantina di feriti, di cui 36 gravi o gravissimi. È successo intorno alla mezzanotte di ieri. La deflagrazione ha investito le case vicine, provocando il crollo di alcune palazzine. Recuperati i corpi di due bambini. Tra le vittime ci sono alcune persone che si trovavano a passare nelle strada che costeggia la ferrovia e alcuni abitanti di due palazzine crollate. Danni sono visibili anche su altri edifici limitrofi. La tragedia potrebbe essere stata causata dal cedimento del carrello di uno dei primi vagoni-cisterna del convoglio 50325 Trecate-Gricignano. «A causa di ciò - si legge in una nota delle Ferrovie - il carro sarebbe deragliato trascinando altri 4 carri. Lo svio avrebbe provocato la fuoriuscita del gas Gpl contenuto nella cisterna che si sarebbe incendiato al di fuori di questa. Non ci sarebbe stata dunque l'esplosione del primo carro cisterna come precedentemente reso noto a causa delle prime indicazioni. Il controllo effettuato sui carri dai tecnici della verifica in partenza da Trecate non aveva evidenziato alcuna anomalia».


SI SCAVA - Il bilancio di tredici vittime è ancora provvisorio e si teme che fra i resti delle due palazzine distrutte dall'esplosione del gas e dal successivo incendio vi possano essere altre vittime: per questo si continua a scavare tra le macerie. Contemporaneamente proseguono le operazioni per la messa in sicurezza delle altre cisterne del treno che ancora sono piene di Gpl. Solo una ha infatti avuto la perdita di gas che ha causato il disastro. Le altre tredici che componevano il convoglio sono ancora sui binari della linea ferroviaria La Spezia-Pisa, proprio poche centinaia di metri oltre la stazione di Viareggio e i tecnici dei vigili del fuoco dovranno provvedere a svuotarne il contenuto e trasportarlo altrove senza pericoli. Una operazione che si preannuncia lunga e complessa, ma che non dovrebbe comportare particolari rischi.

(Procopio) 
 

L'OSPEDALE - Da ore è in corso un pellegrinaggio ininterrotto di amici, parenti e conoscenti al pronto soccorso dell'Ospedale Versilia, dove si è concentrata l'emergenza sanitaria. Sono ancora da identificare nove dei 10 deceduti, e fra i numerosi feriti ci sono ancora persone senza nome. Nella sala d'aspetto del pronto soccorso si avvicendano viareggini, ma anche stranieri alla ricerca di notizie di congiunti e conoscenti.

Morti e feriti per l'esplosione di un treno merci nei pressi della stazione di Viareggio (Ap)

EVACUATI - Sono un migliaio le persone evacuate dalle loro abitazioni in seguito all'esplosione. Lo ha detto il sindaco della città, Luca Lunardini, che ha spiegato che 200 di queste sono state accolte in un centro di prima assistenza allestito nel municipio. «Nella piazza davanti al Comune - ha spiegato il sindaco - sono state installate cinque tende da campo che ospitano un centinaio di persone. Altrettante hanno passato la notte all'interno del municipio». Il sindaco ha spiegato che gli edifici crollati sono due mentre «altri 4 o 5 sono stati interessati dallo scoppio anche se non sono interamente crollati. Le altre persone sono state evacuate per una questione di sicurezza. Cercheremo di trovare accordi con gli albergatori in Versilia per ospitarle».

(Procopio) 
 

 

 
Di IT9UQI (del 26/06/2009 @ 23:16:41, in News Giornale , linkato 325 volte)

E' morto Michael Jackson. Un infarto ha stroncato il re del pop, aveva 50 anni

(di Cristiano Del Riccio) Michael Jackson, il ragazzo prodigio diventato Re del Pop ma poi coinvolto in umilianti vicende giudiziarie, e' morto giovedi' a Los Angeles all'eta' di 50 anni per arresto cardiaco. La notizia della morte del cantante e' stata confermata da fonti dell'ospedale di Los Angeles dove era stato portato d'urgenza dopo che dalla sua abitazione era giunta la richiesta di un'ambulanza. Il dramma era cominciato poco dopo mezzogiorno, ora di Los Angeles, con una telefonata dalla villa del cantante, nel quartiere di Holmby Hills, ai servizi di emergenza. Il personale paramedico aveva trovato Jackson in condizioni gravissime. Avevano cercato di rianimarlo durante il tragitto dalla abitazione all'ospedale Ucla di Los Angeles. Le sue condizioni erano apparse disperate. All'ospedale avevano cominciato a giungere i suoi familiari mentre all'esterno si affollavano i media e i fans che avevano cominciato ad apprendere dalle Tv le condizioni disperate di Michael Jackson. Il cantante avrebbe dovuto cominciare dal prossimo mese a Londra un tour mondiale che avrebbe segnato il suo ritorno al mondo dello spettacolo dopo le vicende giudiziarie che lo avevano portato alla ribalta della cronaca per l'accusa di molestie sessuali a minorenni, . Ma il ritorno sul palcoscenico dell'ex Re del Pop appariva una corsa ad ostacoli e alcuni di coloro che l'avevano visto impegnato nelle prove dello spettacolo avevano espresso l'opinione che il cantante non fosse ancora pronto, fisicamente, all'impegnativo compito. Timori che erano stati confermati dalla decisione degli organizzatori di ritardare l'inizio dell'atteso tour mondiale che avrebbe potuto fruttargli oltre 50 milioni di dollari ponendo denaro sul suo conto di cui aveva assoluto bisogno a causa delle spese sfrenate sostenute negli ultimi anni che lo avevano portato ad indebitarsi pesantemente. Nonostante la vendita in tutto il mondo di milioni di copie dei suoi dischi - l'album 'Thriller' aveva battuto tutti i primati in materia - il suo stile di vita eccentrico e costoso lo aveva messo in cattive acque finanziarie. Rovinoso per la sua carriera era stato il processo del 2005 in California per rispondere della accusa di molestie sessuali verso un minorenne ospitato nel suo ranch Neverland: il cantante era stato assolto ma la vicenda giudiziaria aveva distrutto per molti anni la sua attivita' artistica e l'aveva provato anche in modo pesante sul piano fisico riducendolo all'ombra del personaggio pieno di energia e vitalita' su cui aveva basato la sua carriera.

 

 
Di IT9UQI (del 17/06/2009 @ 14:34:23, in News Giornale , linkato 515 volte)

 

Michela è una bimba di 6 anni nata prematuramente il 2 febbraio 2003.
A causa di una paralisi celebrale,dovuta ad uno scarso afflusso di ossiggeno al cervello nei momenti cruciali della nascita, non è in grado di camminare. Il Italia le cure non hanno dato risultati tangibili, ma la speranza è riaffiorata in seguito ad un ciclo di cure in Slovacchia nella città di Piestany, a circa 140 Km da Vienna.
La cura "Adeli" nei duemila casi europei in cui è stata applicata ha sortito effetti quasi miracolosi,portando miglioramenti nella vita del paziente. Il metodo Adeli è una cura innovativa che in Italia non viene praticata essa cura i disturbi del movimento di origine neurologica e neomuscolare i pazienti indossano una tuta speciale simile a quella degli astronauti per annullare gli effetti dannosi sul sistema nervoso a causa dell'assenza di gravità. Michela dovrebbe sottoporsi a cinque cicli l'anno,ma sono i costi esorbitanti a frenare un po le speranze nonostante gli sforzi della famiglia:
6/7 mila euro l'uno compreso vitto e alloggio.
E' per questo che la famiglia di Bronte ha chiesto aiuto e solidarietà ha tutti gli italiani.
Tante associazioni si stanno muovendo sperando che anche noi radioamatori possiamo dare il nostro contributo per la piccola Michela.



Per tutte le info consultare il sito internet

http://www.michela03.beepworld.it/

E' stato realizzato un servizio anche su studio aperto guarda il video

http://www.youtube.com/watch?v=p-lpuxELbIg&eurl=http%3A%2F%2Fbronte%2Eblogolandia%2Eit%2F2009%2F06%2F16%2Fbronte%2Dla%2Dtoccante%2Dstoria%2Ddella%2Dpiccola%2Dmichela%2Decco%2Dcome%2Daiutarla%2Dnel%2Dsogno%2Ddi%2Dcamminar&feature=player_embedded

I PIU' CORDIALI SALUTI PAOLO IT9UQI


 

 
Di IT9UQI (del 11/06/2009 @ 01:04:26, in News Giornale , linkato 437 volte)

La stella Betelgeuse si sta misteriosamente restringendo






La notizia è assolutamente fuori dall'ordinario, ma ha una fonte di tutta eccellenza, l'Università di Berkley in California, USA (vedi qui).

Appartenente alla costellazione di Orione, la stella Betelgeuse ne è la seconda stella in quanto a luminosità. Si tratta di una supergigante rossa il cui raggio è di circa 5 unità astronomiche (1UA è definita come la distanza media tra il Sole e la Terra, poco meno di 150 milioni di chilometri, 149.600.000 Km per l'esattezza). Essa è così grande che se la mettessimo al posto del nostro sole arriverebbe ad occupare tutto il volume fino all'orbita di Giove.

Ebbene, osservazioni compiute per un lungo periodo di tempo mediante l'ISI (Infrared Spatial Interferometer, Interferometro Spaziale all'Infrarosso) dell'Università di Berkeley in cima al monte Wilson nel sud della California, mostrano che negli ultimi 15 anni (a partire cioè dal 1993) Betelgeuse si è ristretta di più del 15% del suo diametro (in altre parole il suo raggio è diminuito di una quantità pari al raggio dell'orbita di Venere).

Le parole di Charles Townes (94 anni a luglio), professore emerito di fisica a Berkeley, che nel 1964 vinse il premio nobel per l'invenzione del Laser e del Maser : "E' impressionante vedere questo cambiamento. Lo osserveremo attentamente nei prossimi anni per vedere se [la stella] continuerà a contrarsi o se tornerà alla sua dimensione".

Il risultato della ricerca è pubblicato nel numero di giugno di The Astrophysical Journal Letters, a questo link
http://www.iop.org/EJ/abstract/-search=63923413.1/1538-4357/697/2/L127

Nonostante la contrazione di Betelgeuse, Wishnow ha evidenziato che la sua luminosità visibile (o magnitudo), costantemente monitorata dai membri dell'American Association of Variable Star Observers, non ha mostrato alcuna attenuazione durante questi 15 anni.

Il motivo di questo restringimento è tutt'ora ignoto. Ancora Wishnow: "Nonostante tutte le cose che conosciamo sulle galassie e sull'universo distante, ci sono ancora molte cose che ignoriamo riguardo alle stelle, incluso che cosa accade alle giganti rosse all'avvicinarsi della fine della loro vita".

L'ISI, costruito da Townes e colleghi all'inizio degli anni '90, è composto da tre specchi distinti, ciascuno dei quali ha un diametro di 1,65 metri e separati tra loro da una distanza che può variare tra 4 e 70 metri.

 
Di IT9UQI (del 25/05/2009 @ 21:27:07, in News Giornale , linkato 2652 volte)

Lo scoprono che ascolta le frequenze radio della polizia, denunciato      
Scritto da iz8fsl   
 
Lo scoprono che ascolta le frequenze radio della polizia, denunciato polizia
 
Fabriano (Ancona) - I carabinieri del Nucleo Radiomobile guidati dal maresciallo Erminio Patrociello hanno denunciato ieri un Fabrianese di 48 anni, reo di aver ascoltato conversazioni radio della Sala Operativa della Questura di Ancona. Ma andiamo ai fatti. Verso le 17,00 i militari fermano un ‘autovettura con a bordo il fabrianese, il quale risultava avere un apparato radio scanner sintonizzato su una frequenza riservata. Da un più attento controllo i Carabinieri scoprono che si tratta di uno scanner in grado di sintonizzarsi su frequenze delleForze di Polizia.
Ulteriori accertamenti evidenziano che la persona controllata aveva sintonizzato lo scanner sulla frequenza della Polizia di Stato, in particolare su quella della Questura di Ancona, della quale ne stava ascoltando le comunicazioni radio tra la Sala Operativa e le volanti in circuito.
Di fronte a fatti così gravi, i militari hanno accompagnato la persona in caserma, nel tentativo di conoscere quali fossero le reali intenzioni dell’ascolto fraudolento. Pare che in realtà l’ascolto delle comunicazioni della Questura di Ancona fosse fine a se stesso, anche se la gravità dei fatti lascia seri dubbi e, soprattutto, impone di approfondire gli accertamenti al fine di verificare la portata delle informazioni che sono state percepite. Intanto, nei confronti del 48 enne è stato stilato un primo rapporto alla Procura della Repubblica di Ancona, ipotizzando nei suoi confronti i reati di cui agli artt.617 e 617 bis (cognizione di comunicazione e installazione di apparecchiature atte ad intercettare comunicazioni). Entrambi i delitti sono puniti con la reclusione sino a 4 anni.

 
Di IT9UQI (del 11/05/2009 @ 00:47:23, in News Giornale , linkato 482 volte)

Ancona - Inaugurata la sala museo Contrammiraglio Guglielmo Marconianconamarconi.jpg

Il 7 maggio la Marina Militare ha inaugurato ad Ancona una sala museale dedicata al grande scienziato e Ufficiale di Marina inventore del telegrafo senza fili. La madrina dell’evento è stata la figlia, la Principessa Maria Elettra Giovannelli Marconi.
La cerimonia si è svolta alla presenza del Comandante in Capo del Dipartimento Militare Marittimo dell’ Adriatico, Ammiraglio di Divisione Mario Fumagalli e di autorità civili e militari.
La sala ospita una mostra che illustra l’attività di sperimentazione sulle trasmissioni radio condotta nel 1904 dal Monte Cappuccini in collaborazione con le navi della Regia Marina.
Guglielmo Marconi ha ottenuto nel 1909 per le proprie scoperte il Nobel per la fisica.
Tratto dal sito web:
http://www.marina.difesa.it]

 

 

Riesi come Canneto di Caronia? Forse. Almeno sul fronte delle spiegazioni scientifiche. Nessuno, infatti, è riuscito ancora a trovare e provare la causa di un fenomeno che spinge studiosi e curiosi in via Mazzini. Perché il pavimento a pian terreno di quella palazzina a due piani ha raggiunto i cento gradi? E soprattutto, perché continua a mantenere una temperatura che si aggira intorno ai sessanta gradi? Enel, tecnici, geologi, vulcanologi e protezione civile non hanno ancora trovato una soluzione al mistero di Riesi.

 

Un mistero che col tempo si colora di ricordi e di fatti non molto distanti nella memoria collettiva. Basta cercare con attenzione su Internet per accorgersi che questa cittadina, in provincia di Caltanissetta, era già balzata in passato agli onori della cronaca. Per due anni di fila, infatti, avrebbero fatto la loro comparsa a Riesi i cerchi nel grano (http://www.youtube.com/watch?v=NAUeRCDqEZU). Su questo fenomeno c’è un’ampia letteratura e diverse spiegazioni. Secondo una delle ipotesi questi cerchi sarebbero creati da presunti dischi volanti atterrati sui campi, appiattendo le messi in un cerchio ben definito. Altri invece affermano che i cerchi sarebbe frutto di un intervento umano. Su Wikipedia si legge anche di un “satellite artificiale in orbita attorno alla Terra stia usando un qualche tipo di emissione energetica (ad esempio un raggio di microonde o Maser) per creare i disegni. […] Gli assertori di questa teoria ipotizzano che il programma "Star Wars" del Pentagono possa aver sviluppato un satellite in grado di inviare tale tipo di raggi a microonde”.

 

 Riesi per il momento resta comunque come Canneto di Caronia. Nella frazione in provincia di Messina di certo c’è soltanto una banca dati con 350 eventi: avvistamenti, rilievi di campi magnetici, bolle marine dal diametro di un chilometro, distese di melanzane colore arcobaleno, fino ad alcune foto con oggetti circolari sospesi sull'isola di Vulcano. A Riesi soltanto il calore ed un ricordo non troppo sbiadito dei cerchi nel grano.

 
Di IT9UQI (del 04/05/2009 @ 02:20:36, in News Giornale , linkato 627 volte)

Riesi, continua il mistero del pavimento bollente
L'Istituto di Geofisica tranquillizza: "Nessun pericolo"

           

Prosegue il misterioso fenomeno del calore, che dal primo maggio, si diffonde dal pavimento di un’appartamento di Riesi, nel Nisseno. È atteso per domani l'esito degli esami eseguiti dell'Istituto di geofisica e vulcanologia di Palermo nell’abitazione di via Mazzini. La sera del primo maggio la temperatura del pavimento aveva raggiunto circa cento gradi centigradi, scesa a 70 dopo gli scavi effettuati all'esterno dell'abitazione, che avevavo causato la fuoriuscita di vapore.

Al primo piano della palazzina, vivono i coniugi Calogero e Gaetana Fiandaca; al piano superiore la figlia Maria Tina con il marito e due figli. "Da circa una settimana avvertivamo un forte calore dalla pavimentazione - dice Maria Tina - abbiamo aspettato diversi giorni sperando che il problema fosse soltanto momentaneo. E invece venerdì nell'appartamento la temperatura è salita ulteriormente, così abbiamo avvertito l'Enel, i tecnici del metano, i carabinieri e i vigili del fuoco".

 

Oggi la temperatura del pavimento si è assesatata sui 60 gradi, mentre all’esterno è di 51. "Escludiamo qualsiasi tipo di fenomenologia naturale in atto - dice Claudio Scaletta dell'Istituto di geofisica di Palermo -; dai primi accertamenti non rileviamo dati che possano mettere in evidenza pericoli per la popolazione e non ci sono fenomeni imminenti, in corso o potenziali. La situazione è molto puntiforme per essere considerata legata a un problema geologico, la zona è limitata e ci sono punti di temperatura diversa. Abbiamo preso campioni che analizzeremo per scrupolo, ma non abbiamo motivo di dubitare delle nostre deduzioni".

La Protezione civile conferma che, a tutt’oggi, non sono ancora chiare le cause scatenanti del fenomeno. “È probabile – afferma uno dei funzionari, Michelangelo Micciché - che avvieremo ulteriori analisi, quali la tomografia, per verificare la situazione relativa ad eventuali cavità. Aspettiamo comunque le analisi dell'Istituto di geofisica". Intanto il sindaco di Riesi, Salvatore Buttigé, ha assicurato che provvederà a fornire un alloggio alle due famiglie, se ci saranno ritardi nella soluzione della vicenda.

 
Di IT9UQI (del 03/05/2009 @ 01:13:42, in News Giornale , linkato 646 volte)

Il mistero di Riesi, tanto calore per nulla?

Il pavimento di una casa raggiunge i 100 gradi, transennata un'intera zona.

L’unica certezza che si avverte arrivando in via Mazzini è che di certo c’è ben poco. Almeno per quel pavimento che ha raggiunto “misteriosamente”, due giorni fa, la temperatura di cento gradi ed ora sembra essersi “assestato” sui 50.

 

Siamo a Riesi, piccolo centro a pochi chilometri da Caltanissetta. La popolazione non supererebbe gli ottomila abitanti. Da oltre settanta ore lavora ininterrottamente una equipe formata da vigili del fuoco, protezione civile, vigili urbani, esperti del centro di geofisica e vulcanologia di Palermo. Tutti attorno ad un appartamento al pian terreno. Tutti in via Mazzini per cercare di trovare un perché o una ragione.

Tanto calore per nulla? A quanto pare dai primi rilievi effettuati sembrerebbe proprio così. Né perdite di gas, né presenze di cavi per l’alta tensione. Per essere certi, nella giornata di ieri, hanno persino scavato attorno alla palazzina di due piani. Ne è venuta fuori soltanto della terra… calda.

 

Arriviamo a Riesi intorno alle 17. Il posto non è facilissimo da raggiungere. Si trova nel centro storico della cittadina. Chiedendo informazioni per raggiungere la via ci accorgiamo che tutti sono a conoscenza dell’evento. Abbiamo provato a chiedere loro spiegazioni, un po’ per attaccar bottone. L’unica risposta: una timida alzata di spalle ed un sorriso. Come per dire “cose che capitano, che vuole che le dica”. Dopo il quinto incontro ci rendiamo conto che a Riesi non si parla tanto. In compenso si ricevono piacevoli sorrisi. Via Mazzini ce la ritroviamo davanti dopo una ripida salita. Sembra un vicolo senza uscita. A chiudere la visione c’è un’autobotte dei vigili del fuoco e auto di polizia municipale e carabinieri. La zona è transennata e presidiata. Una zona off limits , nuova attrattiva dell’intero paese. Davanti al limite sistemato dalla protezione civile sostano ragazzi in motore.

 Gli anziani li trovi o lungo i marciapiedi o seduti al balcone. Il via vai di tecnici e forze dell’ordine diviene così una simpatica passerella. Complessivamente nei volti della gente leggi tutt’altro che preoccupazione o timore. Cosa che invece ritroviamo negli occhi del sindaco Buttigé. Pacato nei gesti e nel tono di voce ma visibilmente teso. È lui che coordina le operazioni attorno all’abitato. Dà istruzioni ai carabinieri, ai vigili del fuoco, alla polizia municipale. Fa allontanare i curiosi e resta spesso con lo sguardo perso nel vuoto. “Stiamo cercando di capire cosa possa essere successo” ci dice il primo cittadino. Intorno alle 18 la zona interdetta al traffico viene allargata. Vengono spostate le auto e allontanati i gruppi di ragazzi. Cala un attimo di silenzio. Basta poco per capire che è l’ennesimo tentativo di messa in sicurezza della zona. “In sicurezza da cosa?” si chiede un anziano. “Non lo sappiamo” rispondono i vigili del fuoco. Poco dopo le 18.30 ci si accorge che il calore lo si avverte anche sui marciapiedi. Percorriamo immediatamente anche noi il tratto di strada. Da una parte della carreggiata l’asfalto è ancora bagnato dalla pioggia, dalla parte opposta tutto asciutto. Poggiando la mano, anche il marciapiede sembra essere caldo da una parte e freddo dall’altra. I vigili del fuoco partono con le misurazioni. Intanto l’appartamento viene sgomberato. “Attendiamo i risultati da Palermo – spiega il sindaco Buttigé – ma non ci fermeremo con le analisi del terreno. Dobbiamo assolutamente arrivare ad una soluzione”. Intorno alle 19 via Mazzini si svuota di gente. "Si entra per preparare la cena" ci sussurra un'anziana signora sorridendo.

 

 
Di IT9UQI (del 27/04/2009 @ 23:39:01, in News Giornale , linkato 471 volte)

La febbre suina arriva in Europa. Un caso in Spagna, due in Scozia.

149 morti in Messico, massima allerta dell'Oms

"Ci sono ancora molte domande che hanno bisogno di riposte sulla trasmissione dei casi di influenza suina in Messico", e sulla vicenda "c'è massima allerta". Lo ha detto il portavoce dell'Organizzazione mondiale della sanità, Gregory Hartl, in una conferenza stampa telefonica internazionale appena conclusasi. L'Organizzazione mondiale della Sanità potrebbe decidere di elevare il livello di allerta per la febbre suina dal grado 3 al grado 4 o al 5.

 

Si aggrava intanto il bilancio dei morti per l'influenza suina in Messico e sale l'allerta internazionale. L'Unione Europea ha convocato un incontro straordinario sulla questione mentre negli Stati Uniti è scattata l'emergenza sanitaria. In Spagna è stato confermato un caso, altri due in Scozia.

E' salito a 149 il numero dei morti per l'epidemia influenzale in Messico. Ad annunciarlo e' stato il ministro della Sanita' messicano, Jose' Angel Cordova Villalobos, precisando tuttavia che non e' ancora stata stabilita la cifra esatta dei casi di decessi attribuibili al virus dell'influenza suina.

 

"I casi sono 1.614", ha aggiunto il ministro specificando che al momento rimangono in ospedale 4-500 persone e che il 60% degli ammalati e' guarito in maniera "soddisfacente". Per ridurre il contagio scuole e universita' rimangono intanto chiusi a Citta' del Messico e nell'omonimo stato federale, dove abita il 20% dei 105 milioni di cittadini messicani.

E' in programma intanto a Lussemburgo e non a Bruxelles l'incontro straordinario dei ministri della Sanita' dell'Ue del 30 aprile. E' quanto e' emerso nel corso del Consiglio affari generali e relazioni esterne che riunisce oggi nel Granducato i ministri degli Esteri dei Ventisette. A quanto si apprende, il capo della diplomazia lussemburghese, Jean Asselborn ha ricordato che il consiglio straordinario e' stato convocato il 30 aprile, dunque in un mese in cui le riunioni dei Ventisette hanno luogo nel suo paese. Nessuno ha obiettato e dunque e' questa la linea passata oggi.

Il presidente della Commissione Ue Jose' Manuel Barroso, rassicura comunque che "al momento, la situazione di emergenza della salute pubblica per quanto riguarda l'influenza suina e' limitata al continente americano". Poi, ammonisce il commissario europeo alla Salute Androulla Vassiliou, "occorre evitare viaggi non essenziali nelle aree infette". La Commissione Europea e' pronta a "prendere tutte le decisioni appropriate" per "rispondere ad ogni eventuale emergenza" in Europa. Vassiliou ha quindi ammesso che "c'e' molta preoccupazione perche' l'influenza suina puo' rappresentare una minaccia globale". Comunque, aggiunge il numero uno della Direzione Generale Salute della Commissione europea, Robert Madelin, "tutte le esperienze e tutte le simulazioni che abbiamo condotto mostrano che azioni drastiche come la chiusura delle frontiere rallentano molto poco, solo di qualche giorno, il propagarsi di un virus pandemico mentre costano enormemente sul piano umano e sul piano economico". Proprio in Europa è stato confermato il primo caso di febbre suina in Spagna. Lo ha affermato il ministro della Salute Trinidad Jimenez, spiegando che si tratta di un giovane di 23 anni, ricoverato all'ospedale generale di Almansa (Albacete). Il ragazzo era tornato da un viaggio studio in Messico il 22 aprile scorso. Altre 19 persone, in diverse aree della Spagna, sono state sottoposte al test per capire se siano affette dallo stesso virus H1N1 che ha colpito il Messico e poi gli Usa. In ogni caso, si legge su 'El Mundo' on line, il ministro ha assicurato che ne' il paziente con febbre suina confermata, ne' gli altri sospetti sono in condizioni gravi.

Dagli Usa il presidente Barack Obama ha detto come "la diffusione dell'influenza suina sia fonte di preoccupazione e richieda uno stato di allerta piu' elevato", ma come non sia ancora "fonte di allarme". Anche in Svizzera cinque pazienti potrebbero essere malati e sono attualmente sottoposti ad esami medici. Nel frattempo, le autorità di Pechino hanno comunicato che non si è verificato nessun caso di influenza suina in Cina e che la "situazione e' strettamente sotto controllo e stiamo informando i cittadini sui mezzi per prevenire l'infezione". Sono invece sei i casi di febbre suina riportati in Canada dove il responsabile della sanita' pubblica, David Butler-Jones, ha riferito a Ottawa che si tratta di persone di giovane eta', residenti in Nova Scotia e British Columbia, che erano state di recente in Messico. Le autorita' sanitarie di frontiera, ha precisato Butler-Jones, stanno gia' effettuando i controlli sui viaggiatori che presentano sintomi del virus H1N1 e vengono distribuiti negli aeroporti degli opuscoli che spiegano come individuare i sintomi della malattia.

 
Di IT9UQI (del 25/04/2009 @ 00:26:23, in News Giornale , linkato 458 volte)

Abruzzo: comunicazione sui contributi per il superamento dell'emergenza

Il 21 aprile il Commissario delegato per l’emergenza terremoto in Abruzzo, Guido Bertolaso ha inviato alla Regione Abruzzo, alle prefetture di L’Aquila, Pescara, Teramo e ai Sindaci dei comuni interessati dal sisma una comunicazione sulle assegnazioni dei contributi previsti per il superamento dell’emergenza.

Contributi di autonoma sistemazione - L'ordinanza del 9 aprile n. 3754, modificata dalla successiva n. 3755, prevede l’assegnazione di un contributo alle famiglie che risiedono nei comuni colpiti dal terremoto individuati dal decreto del 16 aprile. L’aiuto spetta alle famiglie che hanno provveduto autonomamente a trovare un alloggio temporaneo, agli ospiti di strutture pubbliche e private e agli inquilini delle abitazioni distrutte.

Le persone interessate potranno presentare richiesta ai loro comuni dichiarando:

• La composizione del nucleo familiare
• La residenza nel comune colpito dal terremoto specificando il proprio indirizzo
• Lo stato della propria abitazione se distrutta o da sgombrare
• La presenza in casa di persone sopra ai 65 anni o diversamente abili
• Le utenze per la fornitura di energia elettrica, gas o telefonia fissa
• L’eventuale contratto di affitto e la titolarità

Per ogni componente familiare o convivente possono essere concessi 100 euro, per un massimo di 400 euro a nucleo familiare. Se nell’abitazione sono presenti più di 4 persone, l’aiuto è comunque di 400 euro; mentre, se in casa c’è una persona di età superiore ai 65 anni o diversamente abile il contributo aumenta di 100 euro per ognuna di queste persone. Chi viveva solo invece potrà ricevere 200 euro.

Il Dipartimento della Protezione Civile erogherà mensilmente i contributi ai Sindaci dei comuni interessati. I Sindaci potranno verificare a campione la veridicità delle autocertificazioni compilate dai richiedenti.


Contributi per sistemazioni alternative - Il Dipartimento rimborserà le Regioni e i comuni che hanno dato ospitalità temporanea alle popolazioni rimaste senza casa.

Spese straordinarie - Sono previsti, nel provvedimento del Commissario delegato, contributi per la copertura delle spese per la prima assistenza e gli interventi urgenti, come:

• gli acquisti di beni per il soccorso in situazioni di pericolo che vengono richiesti dai responsabili dei Com – Centri Operativi Misti;
• le spese per gli alimenti preparati nelle cucine da campo. I sindaci dei comuni in cui sono presenti le cucine devono presentare alla Di.coma.c e al C.o.m. competente un prospetto giornaliero degli acquisti;

Modalità di rimborso dei contributi - Mensilmente le amministrazioni presenteranno all’ Ufficio amministrazione e bilancio del Dipartimento in Via Ulpiano 11 a Roma (via fax allo 0668202337) una richiesta per ottenere il rimborso dettagliata.
_________________
IK0ZCW Alberto Devitofrancesco - A.R.I. sezione di Frascati
www.arifrascati.it/ik0zcw.htm - www.qrz.com/callsign/ik0zcw

 
Di IT9UQI (del 22/04/2009 @ 11:13:59, in News Giornale , linkato 796 volte)

 Siracusa - panorama

Carabinieri e poliziotti in divisa ad ogni angolo delle strade, agenti in borghese a vegliare sulle zone rosse e il Castello Maniace off limits persino ai pedoni. E' una Siracusa blindata quella che accoglierà oggi i 20 ministri dell'Ambiente che parteciperanno fino al venerdì prossimo al G8. La città ha cambiato volto in attesa dell'evento con non pochi disagi per chi abita soprattutto nellisola di Ortigia, dove saranno ospitate le delegazioni dei ministri e dove si terrà la manifestazione internazionale. 

La prima delegazione è arrivata nella tarda serata di ieri a Siracusa. Si tratta del ministro svedese dell'Ambiente Andreas Carlgren. Ad ospitare i ministri dei 20 Paesi più industrializzati del mondo, con altri 11 rappresentanti del pianeta, sarà l'Hotel Des Etrangers di largo Aretusa, divenuto per l'occasione un vero e proprio bunker. Non ci sono clienti eccezion fatta per i ministri nell'unico hotel a cinque stelle di Siracusa.La prima cena di gala si terrà proprio qui, questa sera, nel roof garden. A cucinare sarà lo chef Gianluca Costanzo. 
 

Sono oltre 800 gli uomini delle forze dell'ordine arrivati a Siracusa per dare una mano ai colleghi siracusani. Cento di loro appartengono alla Guardia di finanza e 700 tra carabinieri e polizia di Stato. Il primo varco è quello del ponte Santa Lucia, che permette l'accesso all'isola di Ortigia. Qui quattro macchine della polizia di stato bloccano la strada che porta verso il lungomare. Vengono vigilati soprattutto gli alberghi in cui alloggiano i ministri ma anche quelli delle delegazioni, oltre -naturalmente- il Castello Maniace. 

Grande attenzione per le contromanifestazioni previste nei prossimi giorni e che preoccupano non poco le forze dell'ordine. In particolare, le manifestazioni, organizzate dal 'G Tutti' e da 'Contro G8', si terranno in piazza Santa Lucia e in piazzale Sgarlata. E proprio da qui che partirà il corteo scortato dalle forze dell'ordine. I manifestanti raggiungeranno piazza Marconi. Ortigia è stata suddivisa in varie zone. C'è la zona rossa, quella gialla, la zona blu ed infine la zona bianca. La zona più blindata, come prevedibile, è quella rossa dove le misure di sicurezza sono imponenti. E' la zona che porta al Castello Maniace e che sarà consentito, ma solo da domani, perché oggi è off limits, esclusivamente a tutti coloro che hanno l'accredito. 

La zona gialla, invece, comprende il Passeggio Aretusa, largo Aretusa, lungomare Alfeo e via Abela. Qui si può transitare solo a piedi. Per quanto riguarda la zona blu, quella nei pressi di piazza Duomo e via Minerva, si potrà accedere a piedi senza vincolo di residenza mentre per le auto ci vuole un'apposita autorizzazione. La zona bianca, infine, è accessibile a tutti, anche alle auto. Per il G8 rsteranno chiuse anche le scuole a Ortigia, come deciso dal sindaco Roberto Visentin, che ha emesso un'ordinanza per tutte le scuole. 

Per quanto riguarda i negozi e le banche resteranno aperti anche sull'isola di Ortigia. Sono numerose, per l'occasione, le sculture sistemate sull'isola di Ortigia, a partire dalla mega struttura 'The Awakening' ('Il risveglio') di Seward Johnson, un'imponente scultura scelta appositamente per l'apertura del G8, con un braccio che si eleva dalla terra e una testa che si vede solo a metà, il resto del corpo è sommerso sotto il pavimento. Per gli organizzatori una metafora sull'importanza e l'urgenza "di creare una salvaguardia ambientale". 

Ma non solo. C'è anche il progetto Conai 'Pensare futuro', che ha sistemato decine e decine di statue realizzate con lattine e sparse in giro per l'isola di Ortigia. Fino ad oggi pomeriggio i preparativi proseguiranno in attesa dell'apertura di domani. Ovunque ci sono operai dell'ufficio tecnico comunale per ultimare le opere di arredo urbano. "Lavoreremo fino all'ultimo momento -ha fatto sapere il sindaco di Siracusa Roberto Visentin- vogliamo arrivare preparati all'apertura del G8". Infine, una curiosità: in questi tre giorni perfino fare un tuffo al mare sarà vietato...". 

 
Di IT9UQI (del 21/04/2009 @ 01:51:57, in News Giornale , linkato 613 volte)

La maestosa macchina organizzativa che assicurerà la riuscita del G8 Ambiente - a Siracusa dal 22 al 24 aprile - è al massimo dei giri ed il mondo, ancora una volta, accenderà i riflettori sull'Isola.
Curioso ed affascinante, allo stesso tempo, il fatto che questo appuntamento dedicato al futuro "verde" del globo si svolga in un momento in cui, proprio in Sicilia, il dibattito ambientale si concentra su più fronti.
Andiamo in ordine: l'ultima polemica riguarda le pale eoliche. Protagonista della battaglia anti eolico è il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi. "La bellezza della Sicilia - ha detto il primo cittadino durante una conferenza al Vinitaly - viene deturpata e distrutta da giganteschi pali che uccidono la terra".
Al fianco dell'eolico c'è il problema del fotovoltaico, con la paura che interi campi possano trasformarsi in enormi specchi assorbi-luce piuttosto che paradisi per grano, ortaggi o vitigni.

 

Poi c'è il tema degli inceneritori. Lo spettro di una mega struttura alle porte di Palermo ha scatenato ampi dibattiti sull'esigenza di un impianto di tal genere,  con il rischio che i fumi ricadano direttamente sulle teste dei cittadini.
Ultimo, ma sicuramente non conclusivo, il nuovo indirizzo politico nazionale che mira al nucleare: che la Sicilia possa diventare terra di conquista?
Presto per dirlo e presto per capire come si snoderanno tutte queste maglie di contraddizioni legate ad un futuro più "pulito".
Intanto a Siracusa si studieranno le ipotesi per uno scenario post-Kyoto con l'intento di riflettere su come conciliare gli impegni finanziari per la stabilizzazione dei mercati con i programmi di investimento necessari alla riduzione delle emissioni. Una sessione del G8 Ambiente sarà dedicata alla biodiversità e all'importanza della funzionalità dei 'servizi ecosistemici' per il benessere umano (come la fornitura di cibo e acqua, la regolazione del clima, servizi culturali e di supporto come la fotosintesi). Ruolo importante sarà rivestito dalla discussione sulle "Tecnologie a basso contenuto di carbonio". Durante gli incontri ci sarà anche spazio per una "Carta di Siracusa" finalizzata alla conservazione della biodiversità.
E poi? Poi ci saranno gli immancabili contestatori e le associazioni che cercheranno di portare avanti progetti oltre che striscioni. Ci saranno imrenditori che hanno scelto di produrre a basso impatto ambientale, proposte per salvare la biodiversità e tanto altro ancora.
Infine resterà l'incognita, considerato che diversi esperti hanno lanciato vari allarmi sul rischio desertificazione, di ciò che ne sarà di una possibile "verde" Sicilia.
 
Di IT9UQI (del 21/04/2009 @ 01:00:54, in News Giornale , linkato 480 volte)

A due settimane dal terremoto in Abruzzo, la terra continua a tremare.

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Questa notte sono state due le scosse nettamente avvertite dalla popolazione: la prima, di magnitudo 2.9, registrata alle 3.20; la seconda, di magnitudo 3.0, e' stata avvertita alle 4.22. Le localita' prossime all'epicentro sono state per la prima scossa L’Aquila, San Panfilo d’Ocre e Fossa, per la seconda Scoppito, Pizzoli e L'Aquila.

Anche questa mattina una nuova replica è stata avvertita dalla popolazione.
Le località prossime all’epicentro sono Pizzoli, Barete e L’Aquila.

Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle 9.13 con magnitudo 3.1.

Coordinamento regioni alla Di.coma.c.
Ieri, alla Di.coma.c. di Coppito, si è riunito il coordinamento delle Regioni per fare il punto della situazione nei vari campi allestiti: un primo bilancio del lavoro fatto e la messa a punto delle attività da svolgere ancora.

Oltre ai rappresentanti della Protezione civile delle varie Regioni, hanno partecipato all'incontro rappresentanti della Protezione civile nazionale.

Diversi gli argomenti trattati: dal censimento delle persone residenti nei campi tenda, alla polizza assicurativa integrativa attivata dal Dipartimento nazionale di Protezione civile a favore dei volontari all'opera, alla scuola, alla gestione delle donazioni e delle derrate alimentari in arrivo, così come allo smaltimento rifiuti e alle condizioni sanitarie.

La situazione sanitaria
Anche per quanto riguarda la situazione sanitaria, si sta cercando di tornare alla normalità.
L’ospedale dell'Aquila è ormai completamente operativo nelle tende, da circa una settimana, mentre i medici di base sono tornati all'opera.

L'Ospedale da campo allestito dall’ Ares Marche sta lavorando a pieno regime ormai da quasi due settimane. Ad oggi sono stati trattati oltre 1500 pazienti. Vi sono meno traumatizzati acuti: i problemi più ricorrenti sono ora, quelli cardiologici e respiratori.

Ripresa delle attività didattiche
Oggi riaprono altre scuole così come le attività didattiche dell'Università dell'Aquila, nelle tensostrutture montate all'interno del Polo didattico di Coppito.
Questa mattina, 34 laureandi in Fisioterapia concludono il loro percorso di studi, con una specifica sessione di laurea in programma a partire dalle 10. La cerimonia si svolge nei pressi dello stabile che ospita la facoltà di Medicina.
Nel pomeriggio, il Dipartimento di Culture comparate - che fa capo alla facoltà di Lettere e filosofia - coordinerà gli esami finali del dottorato in Generi letterari di altri due giovani. Anche questa sessione si svolgerà in una tenda montata nei pressi della facoltà di Scienze.

Prende il via oggi anche l'iniziativa ''La scuola per l'Abruzzo'', progetto integrato a cui partecipa il Ministero per l'Istruzione, che attraverso insegnanti e psicologi punta al ritorno alla normalità.

Oltre 100 psicologi ed educatori sono sul campo fin dai primi giorni del terremoto per rispondere ai bisogni della popolazione alloggiata nei campi. Si stanno svolgendo attività ludico ricreative con i bambini, ma soprattutto si cerca di sostenere anziani, minori e adulti che manifestano un disagio significativo per la condizione che stanno vivendo.

Gli esperti stranieri per il rilevamento dei danni agli edifici
Continuano oggi anche i sopralluoghi degli esperti del Meccanismo Comunitario di Protezione Civile – MIC arrivati ieri per collaborare con i nostri nel rilevamento dei danni degli edifici.
La collaborazione degli esperti internazionali è importante anche per condividere tecniche e sistemi di valutazione diversi.
La delegazione è composta da nove membri, provenienti da Portogallo, Slovenia, Germania, Spagna, Francia e Grecia. Il gruppo comprende anche due esperti del Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea.

Oltre agli esperti della Comunità Europea è giunta a L’Aquila anche una squadra di tecnici appartenenti al Ministero della Protezione Civile russa EMERCOM.
I tecnici, intervenuti in base ad un accordo sottoscritto tra l’Italia e la Russia in materia di protezione civile, hanno esperienza nella valutazione dei danni provocati dai terremoti.
Anche per gli esperti russi l’obiettivo della visita è quello di condividere metodologie e procedure di valutazione con quelli della Protezione civile italiana.

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IW9DZV Giuseppe Gaudenzi

 
Di IT9UQI (del 20/04/2009 @ 00:55:11, in News Giornale , linkato 553 volte)

 

 

 

Finisce l'odissea Pinar, attracco in Sicilia. In 140 a bordo: per giorni hanno bevuto acqua di mare.

Sulla nave anche il cadavere di una donna incinta Tensione Italia Malta

Si conclude a Porto Empedocle (Ag) l'odissea del cargo turco Pinar che, dopo quattro giorni, vede salvare i 140 migranti da due barconi in balia del mare nel Canale di Sicilia, trasbordati sulla corvetta Danaide della Marina militare. La Farnesina ha precisato che il ministro dell'Interno Roberto Maroni e quello degli Esteri Franco Frattini, in stretto coordinamento con il presidente del Consiglio, "sono giunti alla determinazione di accogliere in Italia gli immigrati presenti nella nave, tenuto conto della perdurante indisponibilità del Governo maltese malgrado le sollecitazioni rivoltegli dal presidente della Commissione europea Barroso".

 

La decisione è arrivata dopo il tentativo di Berlusconi di risolvere con Malta la vicenda. Berlusconi ha parlato al telefono sia con il premier maltese Gonzi, sia con Barroso, poi la scelta di sbloccare la situazione sulla base di motivazioni umanitarie. E' stato forte, infatti, l'allarme lanciato dai medici che sono saliti a bordo per alcuni casi di varicella, di persone con febbre alta e disidratate, infreddolite ma importanti anche le pressioni politiche, della Chiesa agrigentina e di diverse organizzazioni, tra cui l'Unhcr.

 

 

Sulla nave c'era anche il cadavere di una donna incinta, morta prima che il barcone su cui navigava venisse soccorso dall'equipaggio turco. Nell'isola sono giunti stasera, sempre sulla stessa motovedetta, 20 migranti, tre dei quali sono stati condotti al poliambulatorio. Il mercantile, che dopo il trasbordo degli immigrati farà rotta verso Sfax, in Tunisia, lascia una scia di polemiche tra Malta e Italia che dovranno essere risolte. Il primo ministro maltese Lawrence Gonzi stamane ha detto: "Malta pretende l'appoggio della Ue nella questione della Pinar". "La procedura di soccorso effettuata da Malta - ha aggiunto - è sempre stata la stessa. Abbiamo coordinato tutto come vuole la prassi in situazioni come queste. Ma il porto più vicino è Lampedusa, dunque devono essere trasferiti lì".

 

"Malta sopporta - ha concluso - l'enorme peso del fenomeno dell' immigrazione clandestina. Questo è un problema della Ue, e adesso tocca all'Unione appoggiare Malta in questa situazione". Ha criticato "il comportamento del governo maltese" "scorretto e censurabile" il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, annunciando di aver chiesto al commissario Ue per la sicurezza, dopo aver parlato con Berlusconi e Frattini "una riunione urgente del Consiglio dei ministri dell'Interno per definire una volta per tutte questa annosa questione". La decisione di accogliere la nave, dunque, "é stata assunta - spiega la Farnesina - esclusivamente in considerazione della dolorosa emergenza umanitaria verificatasi a bordo del mercantile, e non deve in alcun modo essere intesa né come un precedente né quale riconoscimento delle ragioni addotte da Malta nella vicenda".

 

"Il ministro Maroni, infatti sta già predisponendo un dettagliato dossier sul caso, che sarà portato agli inizi della prossima settimana alla diretta attenzione della Commissione Europea, affinché quest' ultima intervenga per assicurare una soluzione politica". Sul mercantile sono riusciti a salire, dopo una traversata in gommone, tre giornalisti: Franco Viviano, di Repubblica, Karl Hoffman, di una Tv tedesca e l'inviato del programma Le Iene Luigi Pelazza. I cronisti hanno testimoniato la situazione "tragica" dei migranti a bordo.

 

 
Di IT9UQI (del 19/04/2009 @ 20:20:59, in News Giornale , linkato 570 volte)

La situazione in Abruzzo

Seconda domenica nelle aree di accoglienza per i cittadini abruzzesi colpiti dal terremoto del 6 aprile.
Dopo la domenica di Pasqua anche oggi si celebrano le messe nelle tendopoli.

Intanto, la terra trema ancora: anche ieri sono state registrate diverse scosse, la più forte di magnitudo 3.2, mentre stamattina ancora un’altra alle 6.52, di magnitudo 2.8.
Le località prossime all’epicentro sono stati i Comuni di Fossa, Poggio Picenze e San Panfilo d'Ocre.

Nonostante i disagi, la vita nei campi di ricovero cerca di tornare gradualmente alla normalità.
La scorsa settimana ha riaperto la prima scuola a Poggio Picenze ed oggi riprende lo sport.
Si dà il via alla prima partita di rugby, disciplina molto seguita e praticata a L’Aquila.
Mentre scendono in campo, nello stadio di Centicolelle, le squadre del settore giovanile Aquila – Firenze, l’ANPAS, l'Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, ha dichiarato che restituirà ai cittadini dell'Aquila e allo sport il campo di rugby di Acquasanta.
Nella prima emergenza, l’area era stata sottoposta ad alcuni lavori per poter accogliere dei campi di ricovero in caso di necessità e per renderlo transitabile ai camion per il trasporto di strutture e approvvigionamenti. Il campo, attualmente è libero, ma inagibile.
La Direzione nazionale Anpas ha preso il formale impegno di indirizzare i fondi della sottoscrizione nazionale ''Anpas, emergenza terremoto Abruzzo'' al progetto di ripristino del campo da gioco una volta terminata l’emergenza e riconsegnarlo così alla vita sociale.

Oggi alla Di.coma.c. di Coppito è giunta una delegazione del MIC (Monitoring and Information Centre) dell'Unione Europea per una serie di sopralluoghi sui luoghi del terremoto.
Nei giorni scorsi il MIC aveva selezionato i curricula di numerosi tecnici di Paesi facenti parte della Comunità Europea, che si erano offerti per affiancare i nostri nel controllo della staticità degli edifici.
Il MIC ne ha selezionato nove che lavoreranno quindi fianco a fianco con gli italiani in questo delicato compito.

Oggi inizia anche il censimento di tutte le persone che vivono nelle tendopoli.
Viene effettuato da squadre di Carabinieri in collaborazione con la Protezione Civile. Si inizierà dalla tendopoli di piazza D'Armi e tra oggi e domani si pensa di contare tutte le circa 15 mila persone ospitate dei campi. Nei giorni successivi si passerà alle frazioni.
Il censimento è necessario per avere un quadro certo delle presenze ed anche per prevenire eventuali reati e l'occupazione abusiva di tende.
_________________
IK0ZCW Alberto Devitofrancesco - A.R.I. sezione di Frascati
www.arifrascati.it/ik0zcw.htmwww.qrz.com/callsign/ik0zcw

 
Di IT9UQI (del 14/04/2009 @ 00:48:43, in News Giornale , linkato 945 volte)
 Etna, da oltre undici mesi attività eruttiva senza sosta
 

Continua senza soste l'eruzione sul versante sud-est dell'Etna dalla frattura apertasi il 13 maggio del 2008 lungo la parete occidentale della Valle del Bove. Le colate da 11 mesi esatti si riversano nella depressione desertica senza creare problemi per cose o persone, ma costituendo una grande attrattiva per curiosi e turisti.   L'attività effusiva prosegue senza sosta e i bracci lavici si allargano nelle zone sommitali del vulcano perdendo energia nella loro discesa, ma la loro presenza è ben visibile dalle zone di Acireale, Giarre e Taormina.

Negli undici mesi della sua più recente attività l'Etna ha mostrato alti e bassi con flussi di energia crescenti che hanno più volte fatto scattare l'allerta durante le fasi più violente dell'eruzione, alternate a improvvisi stati di calma apparente. A modificare questi alti e bassi anche improvvise attività esplosive dai crateri sommitali con l'emissione di gas e con boati avvertiti anche a grande distanza. Intensa anche l'attività sismica durante gli 11 mesi di attività, con qualche scossa di media energia avvertita nettamente nei paesi etnei, ma senza danni a cose o persone.

 

Terremoto nel Messinese, epicentro a Novara di Sicilia

Una scossa di magnitudo 2.6 della scala Richter è stata registrata alle 7.10 dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Igv) nel messinese. L'epicentro del sisma, monitorato dalla sezione dell'Igv di Catania, è nel comune di Novara di Sicilia, a una profondità di circa nove chilometri.

Dai primi accertamenti effettuati non è stato rilevato alcun danno a persone e cose.

 

 
Di IT9UQI (del 14/04/2009 @ 00:44:40, in News Giornale , linkato 839 volte)

 

Profonda emozione e ricordo sempre vivo di ciò che in una notte ha cancellato quasi trecento vite. Una celebrazione silenziosa e commossa. Così sono stati ricordati nella Chiesa Madre di Buscemi i due siciliani  vittime del terremoto in Abruzzo: Paola Puglisi, 62 anni, e suo figlio Giuseppe Italia, 44 anni, insegnante, che da anni vivevano a L'Aquila.

 

Nel paese del Siracusano oggi è stata giornata di lutto cittadino, proclamata dall'amministrazione comunale.  Alla cerimonia, officiata da padre Paolo Randazzo, hanno  partecipato le due sorelle dell'insegnante, Mariella e Rossana,  sopravvissute alla tragedia. Il sacerdote nell'omelia ha parlato di "una grande disgrazia" dovuto a "un evento naturale che ha  stroncato tragicamente le esistenze" delle due vittime. 

 

In chiesa era schierato un picchetto d'onore e c'erano i gonfaloni listati a lutto di Buscemi e di altri paesi del  Siracusano.

 

Intanto prosegue la gara di solidarietà nell'Isola. Partirà giovedì il contingente di aiuti stanziato dalla Protezione civile della Provincia regionale di Palermo per l'emergenza terremoto in Abruzzo. Mezzi e personale specializzato si imbarcheranno al porto del capoluogo alla volta di Civitavecchia, e da qui raggiungeranno il campo allestito a Tornimparte (Aq), dove sarà già presente la delegazione del dipartimento della Protezione civile regionale. Oltre ai 40 uomini - tra tecnici dipendenti della Provincia e volontari - e ai 6 mezzi pesanti, faranno parte della spedizione anche un' ambulanza con un medico e un infermiere a bordo, altri 6 tecnici, tra speleologi, architetti e ingegneri del Corpo nazionale di Soccorso alpino e speleologico, altri 20 volontari. Il personale messo a disposizione dalla Provincia avrà prevalentemente il compito di effettuare sopralluoghi negli immobili a rischio e monitorare lo "stato dell'arte" delle strutture edilizie nei comuni colpiti.

 
Di IT9UQI (del 13/04/2009 @ 12:24:58, in News Giornale , linkato 583 volte)


Operativo il centro di coordinametno Caritas

La Caritas Italiana ha completato l’insediamento, presso la parrocchia San Francesco d’Assisi nel quartiere Pettino, periferia ovest dell’Aquila, del Centro di coordinamento nazionale, da cui dipendono tutti gli aiuti della rete Caritas alle popolazioni colpite dal terremoto. Il Centro sta supportando l’azione della Caritas diocesana, le cui sedi sono state rese del tutto inagibili dal sisma, ed è entrato in relazione con le parrocchie del territorio terremotato. Dai sacerdoti, che condividono con le loro comunità la vita da sfollati, sono state anzitutto raccolte informazioni sui bisogni delle categorie più vulnerabili: minori, anziani, ammalati. Molti di loro vivono nelle 41 tendopoli allestite sinora dalla Protezione civile, ma molti anche nei microinsediamenti spontanei di tende, sorti in certi casi proprio presso le parrocchie. A favore di questi soggetti, e con la collaborazione dei parroci, il Centro di coordinamento Caritas ha cominciato la distribuzione mirata di materiali di prima emergenza: pacchi di cibo, vestiario e prodotti per l’igiene, a cui si aggiungono 100 tende, 100 sacchi a pelo, 300 lettini, 50 gazebo (per le celebrazioni liturgiche, ma anche per altre esigenze comunitarie).La presenza nelle tendopoli tra gli sfollati verrà intensificata nei prossimi giorni, grazie a operatori e volontari provenienti da tutta Italia, chiamati a interventi di ascolto, animazione, supporto morale e psicologico. Già da lunedì scorso, però, la Caritas diocesana di Pescara-Penne ha organizzato una capillare presenza tra gli sfollati nei centri della costa: a ogni parrocchia, associazione e movimento cattolico di Pescara è stato chiesto di “adottare” uno dei 41 alberghi sinora segnalati dalla prefettura della città adriatica, per portarvi aiuti materiali, supporto morale e animazione. Un centro d’ascolto per i famigliari dei feriti ricoverati è stato aperto nell’ospedale della città. Nei prossimi giorni, inoltre, si cercherà di intercettare le presenze e i bisogni di persone e famiglie ospiti di parenti o insediate nelle seconde case delle località costiere. Interventi analoghi, a favore degli sfollati nei centri dell’Adriatico, sono stati attivati dalle Caritas diocesane di Chieti e Teramo. Con l’inizio della settimana prossima, il Centro di coordinamento accompagnerà le visite nella diocesi dell’Aquila delle 16 Delegazioni regionali Caritas: si comincerà lunedì con quella dell’Umbria, seguita a ruota da quelle del Triveneto e dell’Emilia Romagna, quindi da tutte le altre. L’obiettivo è favorire, nelle settimane e nei mesi a venire, l’intervento razionale e ben distribuito di operatori e volontari provenienti da tutta Italia nelle sette “aree omogenee” (aggregazioni di parrocchie con caratteristiche simili) in cui è stato suddiviso il territorio aquilano. Delegazioni e Caritas diocesane di tutta Italia hanno da subito segnalato la disponibilità a operare: il loro intervento verrà orientato secondo la logica dei “gemellaggi”, per favorire incisività dell’azione, durata nel tempo, rapporti di conoscenza e reciprocità tra comunità colpite dal sisma e comunità di chi aiuta.


L'Operatività della Croce Rossa Italiana


Sono diventati 5 i Presidi Medici Avanzati (PMA, squadre di medici ed infermieri volontari) della Croce Rossa con medici, logistici ed infermieri; 2 tende per il primo screening pronto soccorso.

Sono 2 le ludoteche messe a disposizione da Ministero Pari Opportunità, Happy Family Onlus, gestite dalla Croce Rossa Italiana, fruibili da un totale di 100 bambini a L’Aquila nel campo Croce Rossa di Coppito. All’interno tavolini, sedie, palloni da calcio, giocattoli, lavagne con gessetti. La Croce Rossa monterà altre ludoteche nei prossimi giorni.

Sono attive le squadre SEP di supporto psicologico, che in queste ore particolarmente difficili, sono vicine alle famiglie colpite dalla tragedia. In tutto, ad oggi, 10 psicologi volontari e 10 soccorritori psico-sociali volontari.

Sono 5 i campi attendati totali che la Croce Rossa Italiana ha in gestione diretta e completa sui luoghi del terremoto, due ad Assergi, uno a San Gregorio, uno a Collemaggio ed un quinto a Centicolella. I posti letto a disposizione sono circa 4500. Un sesto campo è impegnato ad ospitare il personale CRI impegnato sul posto.

Sono oltre 600 le persone, fra volontari ed operatori della Croce Rossa Italiana, impegnate nella zona del terremoto.

Sono 5 le cucine da campo della Croce Rossa Italiana, per un totale di oltre 22.000 pasti al giorno. La prima cucina, presso la Caserma Rossi sede del Nono Reggimento Alpini a L’Aquila, fornisce 7000 pasti nell’arco della giornata con 20 operatori CRI e 50 volontari. Una seconda a San Gregorio fornisce 3000 pasti, la terza a Collemaggio, 2000, ed una quarta a Centicolella 6000 pasti. La quinta cucina da campo (4000 pasti) sarà attiva nell’area Fintec, ed è arrivata con una autocolonna da Verona insieme ad un base camp per 300 operatori, macchinari per movimentazioni terra ed una ambulanza 4x4.

Oltre 30 le ambulanze operative. Consegnate 10.000 coperte.

In loco gli aiuti straordinari offerti dalla Croce Rossa Svizzera: 200 tende da 1000 posti letto totali ed altre 2000 coperte

 

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Di IT9UQI (del 13/04/2009 @ 12:20:22, in News Giornale , linkato 801 volte)

In Abruzzo non si placa lo sciame sismico. La notte scorsa, in una fascia che interessa anche le Marche e il Lazio, è stata registrata una scossa di magnitudo 3.1m, con epicentro Monti della Laga. Nel pomeriggio di oggi, invece, ci sono state altre scosse: la prima alle 15:40, di magnitudo 2.8, la seconda alle 16:41 (magnitudo 2.9). In entrambi i casi, epicentro tra Collimento, Pizzoli e L'Aquila.

Alle 18.35, poi, altra scossa, con magnitudo 3.2, con eepicentro L'Aquila, Campotosto e Capitignano in provincia dell'Aquila e Nerito, nel Teramano. In tutto questo, aumenta il bilancio dei morti, che adesso tocca quota 294. L'ultima vittima è stata Tommaso Iovinitti, 59enne, deceduto a causa delle ferite riportate nel sisma.

La Asl teramana spiega che altri 5 pazienti, sono stabili, seppur ancora in condizioni critiche e quindi in prognosi riservata.

A seguito delle nuove scosse, cresce anche il numero degli sfollati: circa 3.800 in piu', di cui 3.100 ricoverati nel Com (Centro operativo misto) di Sulmona (L'Aquila) e altri 680 in altri 8 comuni della zona - Campo di Giove, Cocullo, Corfinio, Gagliano Aterno, Raiano, Roccacasale, Roccapia e Villalago - che non sono stati ancora inseriti nelle liste dei Com.

 

Intanto, dalla scorsa notte all'Aquila non si scava piu': non ci sono piu' nomi sulle liste dei dispersi e, comunque, sono stati abbondantemente superati i limiti di tempo che possano far sperare di trovare persone ancora vive sotto le macerie.

 
Di IT9UQI (del 12/04/2009 @ 00:33:05, in News Giornale , linkato 1455 volte)

 

Sale ancora il bilancio delle vittime del terremoto che ha devastato l'Abruzzo: ora sono 293 i morti, quasi 40mila gli sfollati. I vigili del fuoco continuano a scavare e lo faranno finche' ci sara' un barlume di speranza. Nel pomeriggio è stato recuperato il corpo di un 17enne che viveva nella Casa dello studente in via XX Settembre.  Era il figlio della donna il cui corpo e' stato estratto stamattina dalle macerie dello stesso stabile.

 

Aumenta nel frattempo la lista dei paesi colpiti, si allunga l'inventario degli edifici con crepe e crolli. Le vite sospese degli sfollati questa mattina nella citta' delle tende ricordano con dolore le esequie di ieri, l'addio commosso alle vittime e le piccole bare bianche, soprattutto la bara di Antonio in mezzo ai 205 feretri allineati nel piazzale della cittadella della finanza. I fiori trovati per l'ultimo saluto e le lacrime di tutti.

 

La terra non ha mai smesso di tremare. Le scosse si sono susseguite ogni giorno, anche con intensità elevata, fino a superare la magnitudo di 5.3 sulla scala Richter. E il terreno dell'area interessata al terremoto si è spostato fino a 15 centimetri. Questa mattina, come registrato dall'istituto nazionale di Geofisica, si sono registratealtre quattro scosse nell'aquilano di magnitudo compresa tra 2.9 e 3.3, rispettivamente alle 5:14, alle 7:39, alle 8:57 e al9:04. 

 

 

E' proseguita poi per tutta la notte la verifica su una eventuale segnale di vita che era stato fiutato ieri dai cani tra le macerie di un'abitazione di via Gabriele D'Annunzio, a L'Aquila. Si continua a scavare ma dal cumulo di macerie causate dal sisma che ha messo in ginocchio l'Abruzzo, al momento non è emersa alcuna novità.


Intanto gli esperti avvertono che le scosse dureranno ancora a lungo. "Secondo le esperienze e le statistiche di altri eventi sismici che si sono verificati negli ultimi decenni in Italia, c'e' da aspettarsi che le scosse, le cosiddette 'aftershock', continuino ancora per diversi mesi". Lo dichiara all'ADNKRONOS Thomas Braun, sismologo dell'Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia, in merito allo sciame sismico che sta interessando l'Abruzzo. "A Colfiorito - ricorda Braun - lo sciame sismico si e' protratto per 8-9 mesi, in Friuli per un anno". Rispetto ad altri terremoti che hanno interessato la penisola, come quello di Colfiorito o del Molise, "il problema dell'Appennino - spiega Braun - e' che al momento non si sa se si attiveranno nuove faglie o se la sequenza si chiudera' cosi'".

L'ASI, l'Agenzia Spaziale Italiana, da parte sua ha reso noto che il terreno dell'area interessata al terremoto si è spostato fino a 15 centimetri. La scoperta è stata fatta tramite rilevazioni fotografiche effettuate prima e dopo le scosse.

 

 
Di IT9UQI (del 11/04/2009 @ 00:32:35, in News Giornale , linkato 552 volte)

 

Terremoto Abruzzo Funerali         Quattro file interminabili di bare con un'orchidea appoggiata sopra ognuna e il nome stampato su un foglio bianco: nella piazza d'Armi della Caserma della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza, sotto il motto "Nec Recisa Recedit"
«Di fronte a questa sfilza interminabile di bare non c'è nulla da dire: questo è il giorno del dolore per L'Aquila», ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi.


Terremoto Abruzzo Funerali     Cinque piccole bare bianche di bambini sopra altrettanti feretri delle madri: questa l'immagine che più di ogni altra simboleggia il venerdì di Passione della gente d'Abruzzo. In tutto le bare allineate per i funerali sono 205.

È di 289 il numero delle vittime del terremoto secondo l'elenco ufficiale provvisorio reso noto dalla Regione e dalla Protezione civile. Stamani dalle macerie sono stati estratti altri due cadaveri: in via Roma, nel centro de L'Aquila, i Vigili del fuoco hanno infatti individuato due corpi. Secondo quanto si apprende, si tratterebbe di una donna di 53 anni e di sua figlia di 18 anni. La scomparsa delle due sarebbe stata segnalata soltanto ieri sera e dunque si è iniziato a scavare in nottata.

Ancora scosse. Stamani alle 8.41 la terra ha tramto ancora. La scossa è stata di magnitudo 3.0. Un'altra violenta scossa c'è stata ieri intorno alle 21.40. L'Aquila ha trascorso l'ennesima notte di paura, la quarta dall'inizio del cataclisma. L'onda d'urto del sisma che lo scorso 6 aprile ha distrutto buona parte della provincia aquilana non si è fermata neppure di fronte alla giornata del lutto e del dolore. La scossa di ieri sera è stata la quarta per intensità, con una potenza di 4,9 gradi della scala Richter. L'epicentro è stato individuato a tre chilometri dal comune di Capitignano, a nord dell'Aquila e la scossa è stata avvertita fino a Roma.

Terremoto Abruzzo Funerali


I funerali. La cerimonia è stata presieduta dal segretario di stato Vaticano Tarcisio Bertone. Nel grande piazzale, che ha un'estensione simile a quella di piazza San Giovanni a Roma, davanti all'altare sono state sistemate centinaia di sedie per i familiari, molti dei quali già presenti.
Presenti  tutte le massime cariche dello Stato, dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al premier Silvio Berlusconi, dai presidenti di Senato e di Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini.

 

Nel 1984 disse che se si fosse verificato un terremoto distruttivo nella Sicilia orientale, sarebbero morte almeno 50 mila persone. Oggi, venticinque anni dopo quella profezia, e a pochi giorni dal terribile sisma che ha sconvolto l'Abruzzo, l'ex ministro della Protezione Civile, Giuseppe Zamberletti, rilancia l'allarme. In Sicilia niente è cambiato da allora.

  

Risponde con passione e un pizzico di ironia Giuseppe Zamberletti, classe 1933, ex parlamentare dc e padre fondatore della moderna Protezione Civile in Italia a partire dai primi anni '80, quando presidente della Repubblica era Sandro Pertini. Il primo incarico in questo senso Zamberletti lo ebbe nel 1981 proprio su impulso di Pertini. Poi fu Ministro della Protezione per molti anni fino al 1987. Da allora però non ha mai smesso di occuparsi di protezione civile: attualmente è presidente dell’Ispro (Istituto per le ricerche e gli studi sulla protezione e la difesa civile) e del Centro Volontariato Nazionale e presidente della Commissione nazionale Grandi Rischi della Protezione Civile.

 

On. Zamberletti, se non ricordo male diversi anni fa lei venne a Catania da ministro della Protezione civile per una esercitazione…
Si si, me lo ricordo eccome! Avevamo organizzato una esercitazione simulando un terremoto distruttivo nella Sicilia orientale, tipo quello del 1693 per intenderci, ma appena entrai nella sala operativa della Prefettura salutai tutti e feci per andare via: Ehi, dissi, io vi saluto ragazzi, qui alla prima scossa crolla tutto, altro che coordinamento dei soccorsi…

Ricorda l’anno?
Certo, mi faccia pensare un attimo… era il 1984 o il 1985…

E fece anche una terribile profezia: un terremoto come quello del 1693 in Sicilia orientale oggi farebbe almeno 50 mila morti. Ricorda?
Certo che lo ricordo, perché la Sicilia orientale è soggetta a terremoti magari distanziati nel tempo, ma molto forti.

Sono passati 25 anni da allora…
Si sono passati 25 anni e per fortuna non è successo niente, nel senso che il terremoto non c’è stato, ma sono passati 25 anni e il rischio che possa accadere è ovviamente aumentato…

Quindi conferma quel dato?
Purtroppo sì, lo devo confermare. Perché in questi 25 anni passati non mi risulta che sia stato fatto qualcosa per attenuare questo rischio. E la Sicilia orientale in Italia è come la California per gli Stati Uniti. Lì si aspetta il Big One, il grande terremoto, e qui da noi il Big One atteso è quello della Sicilia orientale…

Lei allora con quelle dichiarazioni creò un caso, fece scandalo che un ministro dicesse quelle cose. Come vennero accolte nell’ambiente politico?
Beh, spesso con ironia… quando mi vedevano facevano le corna, gli scongiuri… ma io rispondevo che il terremoto non si batte con le corna, ma con la prevenzione.

Presidente Zamberletti, dicevamo della prevenzione. Se ne parla da decenni, ormai dovrebbero averlo capito anche i sassi che questa è l’unica via per mitigare i rischi, giusto?
Giusto, giustissimo, ma purtroppo nel nostro Paese non c’è questa cultura. Passata l’emozione se ne scorderanno tutti… E non è solo colpa dei politici, è che spesso sono anche i cittadini a non volerne sapere.

Pensa che andrà così anche stavolta?
Temo di sì, ma spero di no… dobbiamo riuscire a tenere alta la sensibilità dei cittadini anche se non sarà facile. A volte alla scarsa attenzione dei cittadini si sovrappongono interessi di gruppi e lobby…

Per esempio?
Per esempio nel caso dell’istituzione di un fascicolo obbligatorio che segua la vita del fabbricato, e nel quale siano contenute tutte le informazioni sulla costruzione, i materiali usati, le tecniche applicate, ecc. Un documento che sarebbe utilissimo anche per individuare eventuali responsabilità in caso di problemi. Ma purtroppo non si riesce a far passare anche per le pressioni della lobby delle grandi proprietà edilizie… Ma soprattutto dovrebbero essere i cittadini a pretendere certe garanzie, come le pretendono sul materiale dei pavimenti o sul colore delle pareti. I cittadini dovrebbero capire che la prevenzione salva le loro vite, e che il libretto non è un fastidio burocratico, ma una garanzia sulla loro vita.

Presidente, SiciliaInformazioni ha lanciato una proposta per la prevenzione: aumentare le detrazioni fiscali magari fino all’80% per chi rende la propria casa antisismica… una norma che potrebbe essere inserita magari nel piano casa allo studio del governo…
Esatto, perfetto! La condivido in pieno e anzi aggiungo che bisognerebbe condizionare qualsiasi permesso a migliorare la proprietà edilizia alla messa a norma antisismica. Chi non mette la casa a norma non dovrebbe poter fare altri lavori con il contributo dello stato.

 
Di IT9UQI (del 10/04/2009 @ 00:37:08, in News Giornale , linkato 663 volte)

Segnaliamo alcuni numeri utili per l’emergenza terremoto.
E' possibile che, in questa fase, le linee risultino frequentemente occupate e che i tempi di attesa non siano brevi. Ce ne scusiamo con gli utenti, la situazione si evolve progressivamente verso una stabilizzazione del servizio.

• Per segnalare disagi, danni o pericoli, richiedere interventi, nelle località colpite dal terremoto:
800 860 146 - sede operativa Protezione Civile Regione Abruzzo
800 861 016 - sede operativa Protezione Civile Regione Abruzzo

• Per la ricerca e l’offerta di alloggi:
0862 31 05 76
0862 36 12 55

• Per aziende, associazioni, distributori e farmacisti disponibili a fornire farmaci:
800 571 661 – Agenzia Italiana del Farmaco
fax 06 5978 4214
sisma@aifa.gov.it

• Per informazioni sulle persone che sono state ricoverate negli ospedali del Lazio
per l’assistenza sanitarie agli sfollati a Roma e nel Lazio
per informazioni al personale medico e sanitario
per indicazioni sulle donazioni di sangue:
800 118 800 - Ares 118 Lazio

 

A questi si aggiungono altri numeri utili:

• Vigili del Fuoco 115

• Emergenza sanitaria 118

• Polizia 113

• Carabinieri 112

• Guardia di Finanza 117

• Corpo Forestale dello Stato 1515

• Capitanerie di Porto 1530

• CCISS Viaggiare informati 1518
_________________
IK0ZCW Alberto Devitofrancesco - A.R.I. sezione di Frascati
www.arifrascati.it/ik0zcw.htmwww.qrz.com/callsign/ik0zcw 
 

 
Di IT9UQI (del 09/04/2009 @ 01:50:58, in News Giornale , linkato 1011 volte)

Abruzzo, non si fermano le scosse
Il bilancio sale a 272 morti

Sale a 272 vittime il tragico bilancio del sisma che ha colpito l'Abruzzo. A fornire il dato sono fonti dell'Arma dei Carabinieri. Dei 272 corpi recuperati sei sono ancora da identificare.

 

IL PONTEFICE. Benedetto XVI si recherà appena possibile a visitare le ''care'' popolazioni colpite dal terremoto. È quanto ha detto lui stesso questa mattina al termine dell'udienza generale rivolgendo un saluto ai fedeli di lingua italiana. ''Rinnovo la mia vicinanza spirituale alla cara comunità de L'Aquila e degli altri Paesi - ha affermato il Pontefice - duramente colpiti dal violento fenomeno sismico dei giorni scorsi, che ha provocato numerose vittime, tanti feriti e ingenti danni materiali''. ''La sollecitudine - ha proseguito Benedetto XVI - con cui autorità,forzedell'ordine, volontari e altri operatori stanno soccorrendo questo nostri fratelli dimostra quanto sia importante la solidarietà per superare insieme prove cosi' dolorose''. ''Ancora una volta - ha aggiunto Ratzinger - desidero dire a quelle care popolazioni che il Papa condivide la loro pena e le loro preoccupazioni''. ''Carissimi - ha poi detto il Pontefice - appena possibile spero di venire a trovarvi. Sappiate che il Papa prega per tutti, implorando la misericordia del Signore per i defunti, e per i familiari e i superstiti il conforto materno di Maria e il sostegno della speranza cristiana''.

 

NUOVO SCIAME. Nell'ambito dello sciame sismico in corso in provincia dell'Aquila, una nuova replica è stata avvertita all'alba dalla popolazione. Lo rende noto un comunicato del Dipartimento della Protezione Civile precisando che le località prossime all'epicentro sono Ocre Fossa, Sant'Eusanio Forconese, Poggio Piacense, Villa san'Angelo, Rocca di Cambio, San Demetrio, Lucoli, Fagnano Alto, Rocca di Mezzo, Barisciano, Prata d'Ansidonia, Torninparte, Fontecchio, Santo Stefano di Sessan, San Pio delle Camere, Tione degli Abruzzi, Caporciano e Carapelle Calvisio. Secondo i rilievi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico è stato registrato alle 06,27 con magnitudo 3.7. Nella notte, sono stati estratti dalle macerie di un edificio crollato in via Luigi Sturzo, a L'Aquila, i cadaveri di altre due donne.

 

RICONOSCIMENTI. La Protezione Civile ha deciso di istituire, per motivi igienico-sanitari, un punto di raccolta per l'identificazione delle vittime. Nelle prossime ore, dunque, il riconoscimento delle salme potrà essere effettuato dai parenti presso lo stabilimento Cristal Carni, di fronte al centro commerciale L'aquilone, in località Campo di Pile.

 

 
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06/09/2010 @ 18.14.04
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