Get Adobe Flash player

 

 

Attivo il ripetitore VHF "IR9AR" R5 alfa 145.7375 shift -600  tono 77,0 Hz - Conferenza  *ITARADIO*  A.I.R.C.I.N.  Sistema Echolink   (M.Aquilone)

Attivo il ripetitore UHF  "IR9UBI"  RU5 430.125 schift +1.600 tono 77.0 hz -Sistema Echolink  (Avola città)

Attivo Trasponder VHF 144,6625 Mhz -UHF 430.125 Mhz  (M. Aquilone)

Attivo Hot Spot  rete digitale D-STAR VHF 144.700 Mhz  IT9UQI  (M.Aquilone)

 

Radioascolto

Il Radioascolto è un hobby molto affine a quello praticato dal radioamatore, ma è focalizzato sulla ricezione di segnali radio più o meno distanti, al di fuori del normale bacino di ascolto dei locali servizi di radiodiffusione.

Le attività di radioascolto vengono tradizionalmente classificate in tre principali filoni. Quello del BCL o "ascoltatore di emittenti internazionali" è principalmente rivolto all'ascolto della programmazione delle emittenti in onde corte che si rivolgono a un pubblico estero, utilizzando la lingua della nazione d'origine o quelle delle nazioni target. Il DXer tende a privilegiare la ricezione delle emittenti radiodiffusive locali, in onde medie, corte e FM, i cui segnali - non espressamente rivolti all'estero - riescono in particolari condizioni di propagazione a coprire distanze notevoli. Infine l'SWL, o "shortwave listener", è un appassionato ascoltatore di altri radioamatori, nelle gamme di frequenze loro assegnate.

Apparati di ricezione

                

RICEVITORE PROFESSIONALE COMPATTO 10KHZ 3.3GHZ                    RICEVITORE  AR8200 MK3

Lo strumento di lavoro del radioascoltatore è il ricevitore, un dispositivo commerciale o autocostruito, capace di sintonizzarsi sulle stazioni radio di proprio interesse. Anche una semplice radio a transistor può consentire l'ascolto di emittenti lontane, in particolare in orari serali sulla gamma delle onde medie (MF da 300 a 3.000 kHz). Se l'interesse del radioascoltatore diventa più specifico, è spesso preferibile dotarsi di un ricevitore dalle caratteristiche più evolute in fatto di sensibilità (capacità di ricevere segnali molto deboli) e soprattutto di selettività (capacità di isolare un segnale rispetto alle interferenze). Inoltre, esistono anche ricevitori ancora più specifici, da utilizzare per esempio per l'ascolto di frequenze diverse dalle classiche bande utilizzate dalle stazioni radiodiffusive commerciali, come le onde medie, onde corte (HF da 3 a 30 MHz) e le onde cortissime (VHF da 30 a 300 MHz) solitamente nella porzione di frequenza compresa tra gli 88 e 108 MHz con tipo di emissione FM (modulazione di frequenza).

Un secondo elemento spesso fondamentale è l'antenna, una struttura metallica che agisce come intermediario, o trasduttore, tra il campo elettromagnetico generato dal segnale in arrivo e la forza elettromotrice generata all'ingresso del ricevitore. Quest'ultimo filtra, amplifica e trasforma il segnale trasmesso nel contenuto informativo originato dallo studio radiofonico. Questo è il cosiddetto segnale in bassa frequenza, separato dal segnale in alta o radio frequenza trasmesso dall'antenna emittente, definito, proprio per questo motivo segnale portante. L'antenna ricevente usata dal radioascoltatore può essere una semplice antenna retrattile o stilo incorporata, un tratto di filo in rame isolato, un'asta metallica (antenne verticali) o una struttura più complessa, eventualmente abbinata ad accessori in grado di filtrare e amplificare i segnali in radio frequenza.

Non meno importanti per una fruttuosa caccia ai programmi radiofonici internazionali o alle stazioni locali più deboli e interferite sono gli accessori che insieme a ricevitori e antenna possono risultare preziosi. Una prima tipologia di accessorio riguarda la radiofrequenza e comprende tutti quei circuiti elettronici attivi o passivi che possono servire per aumentare la sensibilità (amplificatori) e la selettività (filtri passabanda o filtri elimina banda) e la direttività delle antenne (amplificatori, moltiplicatori di Q, sistemi di sfasatura dei segnali per la riduzione delle interferenze). Una seconda riguarda invece la bassa frequenza, cioè l'audio ricevuto e comprende quindi i sistemi di registrazione, filtraggio e manipolazione del segnale.

Il registratore a cassetta o minidisc è forse l'accessorio più diffuso perché oltre a consentire il riascolto di segnali particolarmente disturbati serve anche a costruire un documentato archivio delle stazioni ricevute e identificate. Oggi sono sempre più diffusi i sistemi di trattamento del segnale basati su personal computer. Numerosi programmi amatoriali consentono per esempio di ottimizzare la resa qualitativa del sonoro o addirittura di rallentare o accelerare la riproduzione audio per facilitare il riconoscimento di termini non perfettamente comprensibili. Il computer svolge un ruolo sempre più importante in ogni aspetto del monitoraggio delle frequenze radio fino al punto di rimpiazzare interi stadi di ricezione e decodifica dei segnali prima realizzati con componenti elettronici discreti. La Software Defined Radio è già una realtà non trascurabile nei settori professionali che fanno uso di sistemi di comunicazione radio e perfino tra radioamatori e singoli appassionati di radioascolto evoluto.

Si evidenzia inoltre che il "Regolamento delle radiocomunicazioni" approvato nella conferenza U.I.T. del 1979 riguardante la ricezione, trascrizione e /o registrazione di trasmissioni radio cita nell'Art 23: Le Amministrazioni si impegnano a prendere i provvedimenti necessari per far vietare e reprimere:
a) l'intercettazione, senza autorizzazione di radiocomunicazioni, che non siano destinate ad uso generale del pubblico;
b) la divulgazione del contenuto od anche soltanto dell'esistenza, la pubblicazione o qualsiasi uso fatto, senza autorizzazione, delle informazioni di qualsiasi specie ottenute intercettando le radiocomunicazioni indicate al punto a).

I perché di una passione. Annunci, identificazioni, conferme

Considerando che il medium radiofonico vanta praticamente ovunque un seguito estremamente popolare, forte è la tentazione di affermare che al mondo esistono milioni di appassionati della radio. E per molti versi è così. Ma l'hobby del radioascolto, giocato sui fili intrecciati degli interessi tecnici, scientifici, linguistici, culturali, geografici, sociali e via elencando, ha le sue peculiarità originali. Che in certe occasioni determinano nell'appassionato hobbysta comportamenti che anche il più entusiasta dei radiofruitori non specialisti considererebbe astrusi. Tra le caratteristiche più difficili da inquadrare anche sul piano psicologico c'è la propensione a inseguire i segnali distanti in orari infelici, come il cuore della notte (molti fenomeni propagativi sono legati all'intensità dell'insolazione e alcuni non possono semplicemente manifestarsi quando il segnale non incontra un percorso coperto da oscurità).

Il radioascoltare è inoltre disposto a tollerare soglie di intensità del segnale, rumorosità e disturbi che scoraggerebbero dall'ascolto persone che non siano mosse dalla stessa passione. In moltissimi casi, il DXer può ritenersi soddisfatto se la stazione identificata offre qualche decina di secondi di relativa intelligibilità ed è in grado di identificare programmi in lingue del tutto sconosciute. Anche chi è interessato alla programmazione delle emittenti internazionali sulle onde corte arriva ad accettare segnali interferiti ed evanescenti, caratterizzati cioè da fastidiose distorsioni e frequenti variazioni di intensità, che possono in parte compromettere la comprensione dei contenuti. Tutte queste difficoltà fanno al contrario parte dell'insieme di motivazioni che muove un insieme sempre più scarno di persone ad avvicinarsi a questo hobby. Anche se a ben guardare la radio è un eccellente strumento di conoscenza culturale e linguistica.

Nel personale novero di emozioni vissute dal radioascoltatore, uno dei momenti topici è quello della chiara identificazione della stazione ascoltata. L'identificazione può avvenire sulla base di un effettivo annuncio da parte del conduttore del programma, grazie a un jingle musicale o cantato, o a un insieme di indizi riferiti al contenuto del programma (lingua utilizzata, località geografiche e personaggi politici citati, eventi e personaggi sportivi, inni nazionali, spot pubblicitari, segnali orari, numeri telefonici e così via). La caccia alle stazioni lontane e l'ascolto di programmi per l'estero sono enormemente facilitati dall'esistenza di repertori che contengono le liste di stazioni attive sulle rispettive frequenze o, nel caso delle broadcast internazionali, dalla disponibilità di guide alla programmazione (in inglese "program schedule") con l'indicazione degli orari e delle frequenze utilizzate per le diverse fasce di programmazione in lingua.

Quando la lista non può essere risolutiva e su una determinata frequenza e in un determinato orario è teoricamente possibile l'ascolto di due o più stazioni, sono utili le considerazioni sui meccanismi propagativi e sugli aspetti storico-statistici che favoriscono l'arrivo di una stazione piuttosto che un'altra. Se anche questi fattori non sono determinanti, non resta che una accurata analisi del segnale ascoltato e possibilmente registrato, ai fini di individuare espliciti annunci o indizi per l'identificazione. Anche così, un certo numero di segnali rimane non identificato e come tale viene normalmente riportato sul log, il diario di bordo che il radioascoltatore è solito tenere come puntuale traccia della sua attività.

Come avviene per i radioamatori, anche i radioascoltatori possono contattare la stazione ricevuta per inviare una conferma di ricezione o QSL (espressione del codice Q dei telegrafisti e radioamatori per chiedere o precisare se un segnale sia stato ricevuto). Nel caso delle emittenti, o broadcaster internazionali, la QSL può essere una cartolina in cui vengono riportati i dettagli dell'ascolto effettuato, con l'indicazione della località, della data, dell'ora e della frequenza ricevuta. L'emittente radiofonica normalmente alla ricezione della vostra QSL vi risponderà con una cartolina ufficiale di conferma ricevimento vostro rapporto d'ascolto.