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Afghanistan, lunedì lutto nazionale per i sei parà
Di IT9UQI (del 19/09/2009 @ 00:01:55, in News Giornale , linkato 588 volte)

Afghanistan, lunedì lutto nazionale per i sei parà
Dibattito nel mondo politico sul dopo attentato

I funerali solenni per i sei militari italiani uccisi nell'attentato di ieri in Afghanistan si terranno lunedì, giornata per la quale è stato proclamato il lutto nazionale con un minuto di silenzio nelle scuole e negli uffici pubblici. E' quanto deciso dal Consiglio dei ministri.

 

E' attualmente previsto per domenica mattina il rientro in Italia, all'aeroporto di Ciampino, delle salme dei parà uccisi ieri. Lo si apprende da fonti militari. All'aeroporto di Kabul è in fase di allestimento una camera ardente, dove i colleghi dei sei militari li saluteranno per l'ultima volta. Le bare verranno poi sistemate su un C-130 dell'Aeronautica militare e trasportate in Italia.

 

A Roma verranno eseguite le autopsie, su disposizione della procura della capitale che ha aperto un fascicolo sulla strage. Intanto, sono stabili le condizioni di salute dei quattro militari italiani rimasti feriti. Ricoverati nell'ospedale militare da campo francese, saranno trasferiti nei prossimi giorni in Italia, anche se non è ancora certo quando.

 

Pur non essendo gravi, infatti, alcuni hanno riportato dei traumi acustici che ne sconsigliano l'immediato trasporto a bordo di aerei militari. I quattro sono il primo maresciallo dell'Aeronautica Felice Calandriello, 58 anni, di Sassano (Salerno), che ha riportato un forte stato di choc, e tre primi caporalmaggiori della Folgore: Rocco Leo, 26 anni, originario di Francavilla Fontana (Brindisi) ed effettivo al 186/o reggimento paracadutisti, che ha riportato un forte stato di choc; Sergio Agostinelli, 32 anni, originario della Svizzera ed in servizio al 186/o reggimento, al quale sono stati diagnosticati un trauma da scoppio all'orecchio destro e contusioni varie; Ferdinando Buono, 30 anni, di Napoli, in servizio al 187/o, che ha avuto una lieve ferita alla mano sinistra ed un trauma da scoppio all'orecchio sinistro.

 

Intanto nel mondo politico continuano a susseguirsi ipotesi su come gestire il dopo attentato.

 

NAPOLITANO, NULLA DA RIVEDERE NELLA MISSIONE "Non credo ci sia nulla da rivedere nella missione italiana in Afghanistan". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, parlando con i giornalisti a Tokyo. Il capo dello Stato ha fatto riferimento alla posizione assunta dal responsabile esteri del Pd Piero Fassino, aggiungendo che "non trapela nessuna divisione da quella parte". Alla domanda sulle posizioni della Lega e nella maggioranza, Napolitano ha risposto: "Questo chiedetelo al presidente del Consiglio".

 

BERLUSCONI, METTERE A PUNTO TRANSITION STRATEGY "Noi avevamo già un progetto, sempre condiviso con gli alleati, di riportare a casa i soldati che avevamo mandato in occasione del periodo elettorale: e poi bisognerà mettere a punto una transition strategy per caricare di maggior responsabilità il nuovo governo". Così il premier Silvio Berlusconi nel corso di una visita al sacrario dell'Esercito a Roma, è tornato a parlare della missione italiana in Afghanistan.

 

LA RUSSA, EXIT STRATEGY? VANTAGGIO TERRORISMO "Ipotizzare in queste ore exit strategy dall'Afghanistan sull'onda dell'emotività può essere inteso da alcuni come debolezza e vantaggio del terrorismo e può portare ad un'accresciuta violenza contro i nostri soldati". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa a Palazzo Chigi. "Sarebbe un errore anche solo discutere di un rientro" dei militari italiani dall'Afghanistan "in una data certa".

 

FRATTINI: ENTRO NATALE RIENTRERANNO CINQUECENTO SOLDATI ITALIANI Entro Natale saranno ritirati "certamente" dall'Afghanistan 500 uomini, ovvero il gruppo di militari che era stato recentemente inviato per rafforzare il contingente italiano in vista delle elezioni presidenziali di fine agosto. Lo ha precisato oggi il ministro degli Esteri Franco Frattini intervenendo alla trasmissione Mattino 5 su Canale 5.

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