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La messa via radio disturba gli aerei Sacerdote denunciato*
Di IT9UQI (del 29/12/2009 @ 01:08:05, in News Giornale , linkato 930 volte)

Asolo, sequestrata l'antenna del Duomo.

Sconcertato don Giacomo: «Non ci capisco nulla»

ASOLO (Treviso) - C'era­no una volta le radio pirata, che trasmettevano il rock dal­le navi ormeggiate fuori dei confini territoriali della Gran Bretagna. C'erano una volta, appunto. Perché, da qualche anno a questa parte, l'etere è normato in ogni anfratto. E trasmettere su onde non regi­strate è vietato. Peggio: penal­mente perseguibile. Lo ha sco­perto il parroco del duomo di Asolo, romantica cittadina ar­roccata sulle colline trevigia­ne a pochi chilometri da Bas­sano del Grappa. Il quale si è visto gli agenti della polizia giudiziaria piombare in chie­sa, intenti a sequestrargli l'an­tenna e il ripetitore coi quali diffondeva la messa in paese. Colpa delle interferenze: la sua radio usava le frequenze riservate ai piloti per comuni­care con la torre di atterrag­gio. Don Giacomo Lorenzon, denunciato per danneggia­mento di sistemi informatici e telematici, martedì non se ne fa­ceva una ragione: «È una cosa improvvisa, non so neppure io cosa dire». Per raccontare questa sto­ria bisogna fare un salto nel tempo di più di 30 anni.





Il Duomo di Asolo dove fino a pochi giorni fa campeggiava l'antenna radio finita sotto accusa Il Duomo di Asolo dove fino a pochi giorni fa campeggiava l'antenna radio finita sotto accusa

Era il 1976 quando apriva i battenti Radio Asolo, un'emittente lo­cale che ancora oggi trasmet­te, diretta da Lucio Baruffa. Una decina d'anni dopo, si tro­vò un accordo per porre il tra­smettitore e l'antenna in cen­tro al paese. E dove meglio se non sul campanile del Duo­mo, che svetta sotto la rocca della Regina Cornaro? Era il 1986 quando iniziarono le tra­smissioni in centro. Poco do­po la Radio decise di cambia­re sede. Ma quell'antenna ri­mase lì, galeotta. I sacerdoti, negli anni, non ci hanno più fatto caso. Ogni volta che c'era da celebrare una messa o una liturgia, accendevano i microfoni. E tutti, in paese, potevano sentire la parola di Dio. In realtà l'eucarestia vola­va anche più lontano, se è ve­ro che qualche volta s'è udita fino a Castelfranco Veneto, a una ventina di chilometri da Asolo. Nelle ultime decadi molto è cambiato. La radio è stata so­stituita dalla televisione e da internet. Ma soprattutto, a Treviso, è stato aperto un ae­roporto, il Canova, che, com­plici le compagnie low cost, è diventato punto nevralgico di passaggio per centinaia di vo­li. E così alcuni piloti hanno iniziato a lamentarsi. Quando passavano in zona di Asolo, c'erano delle interferenze. Par­ticolarmente tra le otto e le no­ve del mattino, l'orario della messa. Disturbi in cabina. Vo­ci. Parole. Le segnalazioni so­no giunte alla polizia postale di Venezia, che ha inoltrato le carte all'Ispettorato telecomu­nicazioni e assistenza al volo e al Ministero. Gli agenti, a po­co a poco, hanno individuato la sorgente delle onde. La par­rocchia di Santa Maria Assun­ta, appunto. È stata formaliz­zata la notizia di reato, quella prevista dall'articolo 635 bis del codice penale, che puni­sce chi danneggia sistemi in­formatici o telematici con il carcere da sei mesi a tre anni. Il pm Francesca Torri, titolare dell'inchiesta, ha disposto il sequestro delle apparecchiatu­re. E così siamo arrivati a ve­nerdì scorso. Quel giorno, don Giacomo non era neppu­re in canonica. C'era un altro sacerdote, in pensione, che è rimasto basito di fronte alla determinazione degli agenti. «Potevate almeno telefonare prima di sequestrarci tutto», avrebbe detto il religioso. Ma alla legge non si comanda. E sebbene le interferenze non avrebbero mai
pregiudicato seriamente il volo aereo, così sostengono gli addetti ai lavo­ri, quel trasmettitore e quel­l'antenna andavano eliminati. Così finisce la storia. Don Giacomo, parroco ad Asolo da soli due anni, si trova a pa­gare per tutti. Ieri sembrava più dispiaciuto che irritato: «Non mi sono ancora fatto un'idea di cosa sia successo - ha spiegato - sono davve­ro sprovvisto di informazio­ni. Non so cosa dire. È una co­sa improvvisa, meglio non commentare». Non è chiaro adesso cosa succederà al sa­cerdote. Gli inquirenti stanno valutando la sua posizione: ol­tre all'inchiesta penale, ri­schia pure pesanti sanzioni amministrative. Di certo, per queste feste natalizie, ad Aso­lo nessuno potrà più sentire la sua voce comodamente
se­duto in casa. O nella cabina di un aereo.


73 Paolo IT9UQI

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